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Varsavia: cosa sapere se la si sceglie come meta in cui vivere

Oltre il circuito turistico, Varsavia sta diventando un importante centro per la migrazione italiana e non solo. Ecco tutto quello che c'è da conoscere

Fonte: wikipedia

Città maestosa della parte orientale della Polonia, Varsavia è anche la capitale di questo paese dell’est Europa. La grandezza di questa città non figura solo in termini territoriale (pari quasi a 520 mila chilometri quadrati) ma anche per numero di cittadini, arrivati oramai a un milione e 726 mila abitanti.

Sotto il punto di vista geografico invece, è la decima città più popolata al mondo e si estende su un’amplissima pianura, attraversata del fiume Vistola, circondata dai Carpazi. Ed è proprio per la sua localizzazione che Varsavia, come il resto della Polonia, ha un clima continentale, ovvero inverni freddi (che possono arrivare addirittura a meno venti) e mesi estivi caldi (fino a massime di trenta gradi).

Come si vive e lavora a Varsavia

Dall’amore alla crisi, questi sono due dei molti motivi che spingono sempre più persone a valutare l’idea di trasferirsi a Varsavia. Chi vi risiede la descrive come una realtà vitale, come quella che potremmo trovare nella nostra Milano, e non del tutto diversa dal nostro paese che come la Polonia accoglie calorosamente chi decide di restare.

Sicuramente qualcosa di diverso dall’Italia c’è: la disoccupazione! Questa in Polonia è attestata intorno al due percento, i giovani ragazzi trovano subito lavoro anche grazie alla ottima conoscenza dell’inglese, che ormai risulta anche qui indispensabile.

Per quanto riguarda invece la vita di tutti i giorni, Varsavia sembra essere una città calorosa, anche se molti non lo direbbero, e molto attaccata alle tradizioni, alle feste e alla cultura, che cerca di essere molto presente nella vita dei cittadini.

Abitanti che a quanto pare rendono molto di più nelle decisioni, sia lavorative che, nella vita quotidiana, dato il clima che si respira in Polonia: persone meno scontrose, atmosfera più curata e verde dilagante proprio come la solidarietà.

Italiani a Varsavia

I nostri concittadini Italiani sono ormai in tutto il mondo. Neanche Varsavia infatti sfugge al nostro mirino, tant’è che creò moltissimi anni fa un’intera zona che prese il nome di Wlochy, ovvero Italia. Segno, quindi, che non è una moda del momento puntare alla Polonia, che vede numerosissime nostre opere: dai dipinti di Bellotto, alle costruzioni di Marconi.

Ad oggi si contano ben cinque mila nostri connazionali su suolo polacco, di cui tre mila nella capitale, non tenendo conto delle molteplici imprese italiane che hanno deciso di spostarsi nell’est europeo, per acquistare vantaggi a livello di costi energetici e per poter realizzare i sogni di un’impresa con una burocrazia più elastica.

Cibo e specialità

Per parlare della storia della Polonia potremmo partire da un’analisi della sua cucina, la quale ha subito varie influenze e cambiamenti concomitanti agli eventi storici di maggior livello. Nella cucina polacca quindi possiamo trovare un mix di quelle che sono le tradizioni ebraiche, francesi, tedesche e anche nostrane. Ciò che caratterizza i piatti polacchi è la quantità e varietà di spezie che vi troviamo (pepe e ginepro i principali) ma anche l’uso dell’alcool nelle ricette più comuni è tipico di questa tradizione.

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