Vasco Rossi in tribunale: ecco perché

Vasco Rossi è stato chiamato tribunale di Bologna per una causa con il suo ex-manager. Ecco come è andata

Vasco Rossi è finito davanti al giudice. No, niente paura, il Komandante, come lo chiamano i suoi fan, non è accusato di nessun reato o crimine: ‘semplicemente’, ha dovuto testimoniare al tribunale di Bologna nell’ambito di una causa che lo vedeva opposto a Stefano Salvati.

Salvati, al fianco del Blasco prima come regista di videoclip e poi come manager, pretendeva da Vasco Rossi una somma di circa sei milioni di euro in trent’anni – 200mila l’anno – in ossequio ad un presunto patto di riservatezza che prevedeva uno specifico compenso per il ‘silenzio’ del manager su questioni della vita privata del rocker.

Dal canto suo, Vasco ha sempre negato l’accordo, sostenendo come il documento portato da Salvati in tribunale fosse un falso, querelando Salvati per falso e calunnia. Alla verifica della consulenza tecnica disposta dalla procura, l’ipotesi del cantautore di Zocca s’è rivelata quella veritiera, con tanto di archiviazione della controquerela dell’ex-manager.

Così dopo un’ora e mezza di testimonianza, Vasco è potuto tornare a casa sereno, rilasciando solo poche frasi ai reporter appostati all’uscita del tribunale.

“Tutto è bene quel che finisce bene. Ci vediamo a Modena, sarà record mondiale”, ha detto Rossi, riferendosi al mega-concerto in programma il prossimo primo luglio al Parco Enzo Ferrari della città emiliana, organizzato per festeggiare i 40 anni di carriera.

L’appuntamento, in effetti, è già da record: nella vendita online di fine gennaio dei primi due lotti, soni infatti andati venduti in pochi minuti 180mila tagliandi, trasformando lo show nel concerto con più paganti di sempre in Europa, più di quanto fatto da stelle di prima grandezza come Brusce Springsteen e U2.

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