Vittorio Sgarbi scrive a Donald Trump

Vittorio Sgarbi ha deciso di scrivere una lettera a Donald Trump per chiedergli qualcosa di davvero importante

Fonte: Twitter

Vittorio Sgarbi ha deciso di scrivere a Donald Trump per chiedergli qualcosa di importante: la restituzione del Lisippo. Il critico d’arte ha scritto una missiva per il nuovo presidente degli Stati Uniti, per chiedergli che la statua di Fano venga restituita all’Italia.

Nella lettera Vittorio Sgarbi spiega a Trump come l’opera d’arte sia arrivata negli Stati Uniti illegalmente, per poi approvare nel 1977 nel museo privato Paul Getty a Malibu, dopo che era stata ripescata nel 1964 nel mar Adriatico. Vittorio Sgarbi nella lettera chiede a Trump di convincere i direttori del museo privato a cedere nuovamente la statua all’Italia, dove potrà essere ospitata in un luogo in cui verrà valorizzata. Secondo il critico d’arte e opinionista tv potrebbe essere Fano, dove il Lisippo venne rinvenuto, oppure il Quirinale.

L’iniziativa ha incontrato l’entusiasmo e l’appoggio di molti, in particolare del professor Alberto Berardi che da anni lotta per riportare nel nostro paese la prestigiosa statua, trafugata anni fa. “Ringrazio Vittorio – ha spiegato Berardi – a cui mi ero rivolto perché prendesse posizione a tutela del Lisippo. Non solo ha raccolto la mia esortazione, ma lo ha fatto al massimo livello rivolgendosi direttamente al presidente degli Stati Uniti”.

Qualche giorno fa il nome di Donald Trump e quello di Vittorio Sgarbi erano stati accostati per un’altra ragione. Il critico d’arte infatti aveva aggredito il gruppo di tenori il Volo, per aver rifiutato di cantare alla cerimonia di insediamento di Trump il prossimo 20 gennaio. “Il Volo io li ho conosciuti e sono ragazzi che non hanno mai studiato il latino, non conoscono, ma loro hanno risposto “Non appoggiamo il populismo xenofobo”. […] Qualcuno le conosce le loro idee? – aveva attaccato Sgarbi su Facebook -. Loro devono cantare o essere d’accordo con le idee di Trump? Vorrei ricordarvi che voi siete stati lanciati dal mio amico Tony Renis. Michele Torpedine, il vostro agente, che è anche l’agente di Bocelli. Andate a cantare e non rompete il c.., andate da Trump e non fate le se…! Tre cogl… inutili! Andate e cantate! Di corsa! Non in volo!”.

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