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WhatsApp al fianco di Apple per difendere la privacy

Smartphone e privacy, mentre la giustizia statunitense resta in attesa della collaborazione dei tecnici Apple, altre società della Silicon Valley si schierano al fianco della società di Cupertino

Fonte: Pixabay

Se si trattasse di una battaglia campale di qualche centinaio di anni fa, in questo momento vedremmo formarsi gli schieramenti sul campo di battaglia. Da un lato troveremmo l’FBI e la giustizia statunitense; dall’altro Apple affiancata dai grandi nomi della Silicon Valley, da Google a WhatsApp: anche  l’applicazione di messaggistica istantanea, infatti, si è schierata con la casa di Cupertino a difesa della privacy degli utenti.

Nei giorni seguenti l’attentato di San Bernardino, l’FBI ha chiesto ad Apple di realizzare una versione speciale di iOS (il sistema operativo per iPhone e iPad) che permettesse alle forze di polizia di recuperare informazioni crittografate presente sul melafonino di uno degli attentatori. La società di Cupertino si è rifiutata di collaborare e Tim Cook, CEO Apple, ha specificato le ragioni che hanno condotto la sua società a questa scelta in una lettera aperta pubblicata online.

Nel febbraio 2016, al fianco di Apple si sono schierati i grandi nomi dell’hi-tech mondiale, con WhatsAppin prima fila. A prendere le parti della mela morsicata è stato Jan Koum, ideatore e creatore dell’app di messaggistica istantanea. Koum ha spiegato che ad essere in gioco sono il diritto alla privacy e la difesa dei dati personali e che la richiesta dell’FBI rappresenta un precedente molto pericoloso.

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