When We Rise: la miniserie della ABC sul movimento per i diritti dei gay

When we rise: la nuova miniserie che porta allo scoperto alcune storie poco conosciute di discriminazione contro la comunità omosessuale

Superati gli stereotipi che caratterizzavano i personaggi omosessuali nel cinema e nella televisione degli anni passati, le produzioni più recenti si muovono verso personaggi più reali e meglio caratterizzati. In questa direzione è orientata anche “When we rise”, la nuova mini-serie della casa di produzione americana ABC, presentata in anteprima mondiale al RomaFictionFest. Ed è ancor più sorprendente il luogo scelto per la Première mondiale: l’Italia è certamente un paese che dal punto di vista dei diritti dei gay ha ancora molta strada da fare. Ma Scopriamone di più.

Da Stonewall ai giorni nostri: la storia dei movimenti LGBT

In sette puntate, “When we rise” si ripropone di raccontare la storia dei movimenti LGBT partendo dalla celeberrima rivolta di Stonewall del 1969 fino ai giorni nostri. La storia è ispirata, come dice il trailer stesso, “by real families’ stories of epic struggle and infinite hope”: storie vere di uomini e donne vere, che lo sceneggiatore Dustin Lance Black ha raccolto di persona attraverso un lungo lavoro durato quattro anni. La volontà di attenersi strettamente alla realtà è testimoniata anche dalla sua decisione di assumere attori transessuali per interpretare figure transgender e dare loro maggior credibilità.

Dustin Lance Black torna su questo tema nove anni dopo “Milk“, film del 2008 per il quale vinse l’Oscar come Miglior Sceneggiatura Originale. La serie uscirà a febbraio 2017, quasi in coincidenza con l’insediamento di Trump come Presidente degli Stati Uniti. Proprio per questo Dustin -cresciuto in Texas, che quindi ha sperimentato di persona le difficoltà di un omosessuale cresciuto in una famiglia mormona e conservatrice- ha definito questa serie “tristemente necessaria” in un periodo storico come quello attuale: si devono riaffermare e ricordare gli sforzi e le lotte di coloro che hanno permesso ai diritti della comunità LGBT di fare importanti passi avanti.

Consigli a cuore aperto: un appello a non nascondersi

“Ai ragazzi che realizzano di essere persone LGBT, vorrei dire innanzitutto che non siete soli, che ci sono state e ci sono persone che hanno combattuto e combattono per il vostro diritto all’uguaglianza e alla sicurezza. – afferma lo sceneggiatore – In When We Rise viene pronunciato un discorso su come l’isolamento sia la cosa più pericolosa per le persone LGBT, e sulla necessità di fare coming out: ogni giorno in cui si rimane non dichiarati, questo ferisce un po’ la nostra anima”-Uscire allo scoperto è uno dei primi passi per sentirsi davvero meglio e accettarsi.

Dustin Lance Black si sofferma poi sul perché della scelta di Roma per il lancio della produzione: “Non è una coincidenza che l’anteprima mondiale avvenga qui. Nella serie c’è un personaggio chiamato Roma Guy, un personaggio realmente esistente e con questo nome, proveniente da una grande, affettuosa famiglia di origine italiana, come mostrato anche nella serie. Qui a Roma io ho sempre avvertito il calore della famiglia, in Italia il valore della famiglia è sempre stato fortissimo: sono venuto a far conoscere le mie famiglie alle famiglie italiane”.

Dustin Black e Gus Van Sant per un lavoro corale

Per questa sua nuova produzione, Dustin Lance Black ha deciso di affidarsi nuovamente alla regia di Gus Van Sant, con cui aveva già collaborato in occasione di “Milk”. Il cast annovera anche nomi come Guy Pearce (che aveva già interpretato il ruolo di una drag queen in “Priscilla – la Regina del Deserto), Whoopi Goldberg e Rachel Griffiths.

“When we rise”, tuttavia, si discosta profondamente dal precedente film di Black e Van Sant: come sottolineato proprio dal “we” del titolo, si tratta di un lavoro corale, che non si concentra su un singolo protagonista ma si spinge a raccontare la storia di un’intera comunità, cercando di mettere in evidenza tutte le diversità che la compongono e caratterizzano.

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