Wikileaks, ecco come la Cia spia il tuo iPhone, tablet e tv

Secondo l'ultimo report di Wikileaks, la CIA sarebbe in grado di spiarci attraverso il televisore, il nostro PC e gli smartphones

Le rivelazioni di Wikileaks hanno messo in imbarazzo diversi governi occidentali negli ultimi anni. Il gruppo di cyber-spie con ambizioni rivoluzionarie sembrava aver perso la simpatia della stragrande maggioranza del suo audience progressista dopo l’aiuto poco velato di Julian Assange alla campagna elettorale di Donald Trump.

Wikileaks torna quindi a pubblicare una notizia che colpisce dritto al cuore degli spiriti anarcoidi e populisti di cui si nutre. Secondo il gruppo di hacker, la CIA non solo sarebbe in grado di controllare i nostri devices tecnologici (pc, mac e mobile), ma avrebbe anche interesse a farlo. Inoltre, le fonti spiegano anche come ciò avvenga.

L’interesse della CIA nel controllo dei privati cittadini

Il leak pubblicato informerebbe riguardo le tattiche impiegate dai servizi segreti per controllare iPhones, iPads, strumenti Android, PC, routers e anche smart TV. I tecnici della CIA sarebbero in grado di circonvenire i sistemi di sicurezza implementati dalle diverse compagnie per tutelare la privacy dei loro consumatori.

Secondo quanto pubblicato, l’agenzia governativa avrebbe sviluppato una piattaforma automatizzata capace di attacchi malware ai sistemi di controllo di Windows, Mac OS e Linux. Inoltre, l’intelligence sarebbe in grado di connettersi ai televisori Samsung da remoto e ascoltare le conversazioni delle persone presenti in una stanza senza che queste se ne accorgano. Come ciliegina sulla torta, l’hackeraggio di Stato arriverebbe a progettare software che causano incidenti potenzialmente mortali.

Hackeraggio di Stato e sicurezza

La notizia che l’agenzia di sicurezza americana potesse violare i nostri accounts era d’altro canto più che plausibile. Se un comune hacker riesce a leggere la nostra posta elettronica e introdursi nei nostri PC, immaginiamoci cosa possa fare un’organizzazione con risorse quasi illimitate! Per quanto riguarda, invece, il “software assassino” molto rimane ancora da spiegare e vale la pena tenersi stretti lo scetticismo.

In ogni caso, verrebbe da chiedersi se i cittadini americani si sentirebbero più al sicuro qualora la sicurezza di stato non fosse in grado di svolgere compiti di controllo del genere. In altri termini, se le compagnie private riuscissero davvero a mettere al sicuro le proprie informazioni dagli occhi dei governi, saremmo certi che correremmo meno rischi e che la nostra privacy avrebbe più tutele?

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