Wimbledon, Rodionov dimentica la legge del bianco. Non è il primo

Da Agassi a Federer, tanti i campioni che hanno dovuto piegarsi alla rigide regole del torneo sull'abbigliamento

Wimbledon è, probabilmente, il torneo più affascinante e prestigioso al mondo. Merito, anche, della tradizione che lo contraddistingue e, forse, anche delle severe regole legate all’abbigliamento. A Wimbledon si gioca in bianco, la “legge” è chiara: “Il completino o l’intimo dei giocatori/trici deve essere completamente bianco con eccezione di una piccola porzione colorata non più larga di un centimetro”.

Una regola che, il giovane Jurij Rodionov, ha infranto. Troppo colore (blu) nell’intimo del 18enne tennista. Inevitabile il richiamo da parte dell’arbitro con Rodionov obbligato a cambiarsi le mutande: “L’arbitro mi ha detto che poteva vedere il colore blu sotto i miei pantaloncini. Gli ho mostrato le mutande e mi ha detto che avevamo un problema”. Repentino viaggio negli spogliatoi e nuovo intimo “in stile Wimbledon”.

Rodionov è l’ultimo di una lunga serie di tennisti che hanno avuto problemi con le rigide regole del torneo inglese. Agassi, all’inizio della sua carriera, ha anche rinunciato a partecipare a Wimbledon per il suo disappunto nel non potersi vestire come preferiva. Nota anche la multa inflitta a Federer per aver usato delle scarpe con una suola troppo arancione. Quest’anno anche Venus Williams è stata “ripresa” per un reggiseno rosa fuori luogo. Wimbledon non transige sull’abbigliamento da adottare sui sacri campi in erba.

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