Cinquant'anni di "2001: Odissea nello Spazio", si torna al cinema

"2001: Odissea nello spazio" compie 50 anni e il capolavoro di Stanley Kubrick torna nelle sale cinematografiche per due giorni

“Cinquant’anni fa un film ha cambiato tutti i film per sempre”: è quanto è stato scritto sulla locandina  realizzata per il ritorno al cinema di “2001: Odissea nello Spazio”, uno dei capolavori del genio di Stanley Kubrick.

E mai frase scritta fu più vera, perché la pellicola del regista statunitense ha trasformato il mondo del cinema. In occasione dei 50 anni, il film ritorna nella sale in una versione restaurata. Sarà possibile ammirare il capolavoro del grande cineasta il 4 e 5 giugno.

Il film approdò per la prima volta nelle sale nel 1968 ed è basato su un soggetto originale di Arthur C. Clarke che, da quella traccia, scrisse anche un romanzo. Segnò indubbiamente un importante punto di svolta nel mondo della settima arte, toccando tematiche come il destino dell’uomo e il suo ruolo nella conoscenza e nella tecnica.

Nel 1991 è stato incluso nella lista dei film preservati nel National Film Register della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Inoltre l’American Film Institute l’ha inserto nella classifica dei migliori 100 film americani di sempre, dove la pellicola di Kubric è passata dalla 22 esima alla 15 esima posizione.

“2001: Odissea nello spazio” è un film che continua a essere studiato e a cui vengono dedicati numerosi approfondimenti, anche in ambito universitario.

La versione non modificata in settanta millimetri è stata curata dal regista Christopher Nolan che l’ha presentata nel corso dell’ultima edizione del Festival di Cannes, dove era presente nella sezione Cannes Classic.

Un’opera visionaria, fra le più menzionate quando si pensa alla produzione di Kubrick, insieme a “Shining”, “Arancia Meccanica” e “Full metal Jacket“. Per i cinquant’anni è stato realizzato anche un trailer molto accattivante e di soli 38 secondi, che riporta alcune delle tappe fondamentali del film. Uno dei fili conduttori è un monolito nero che incontriamo nel corso delle quattro parti in cui può essere suddivisa la pellicola. Nella prima, quella dedicata a un mondo preistorico abitato da scimmie, dove è il mezzo grazie al quale imparano a usare utensili. Nella seconda, che si svolge nel 1999, quando lo stesso oggetto viene trovato su una base lunare. Fino alle ultime due fasi, ambientate nel 2001, che si svolgono durante una missione.

Cult, almeno quanto il film, anche la colonna sonora e in particolare il tema principale: “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss.

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