60 anni di Nasa: le conquiste che non possiamo dimenticare

Dalla conquista dello spazio, al passo più famoso dell'umanità, fino ai progetti futuri: 60 anni di Nasa

Il 29 luglio del 1958 e il presidente americano Dwight Eisenhower firmava l’atto ufficiale che sanciva la nascita della Nasa. Era la corsa allo spazio e Russia e Stati Uniti concorrevano alla sua conquista.

Fra le cose che non tutti sanno, infatti, c’è proprio la motivazione alla base della nascita dell’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale Usa e della ricerca. È stata fondata per una questione di sicurezza nazionale: gli Stati Uniti hanno visto nel cielo un nuovo “campo di battaglia”, soprattutto dopo che l’ex Urss aveva fatto volare i primi due Sputnik. “È stato quasi come se fosse caduta una bomba, perché eravamo così sorpresi che l’Unione Sovietica fosse la prima”, ha raccontato un membro dello staff del congresso qualche anno fa. La Nasa aprì ufficialmente i battenti il primo ottobre del 1958.

Il primo americano ad andare nello spazio fu l’astronauta Alan Shepard il 5 maggio del 1961 all’interno della capsula Mercury 3 per un volo suborbitale durato 15 minuti. Ma anche qui gli americani arrivarono secondi, il primo essere umano in orbita fu infatti il russo Yuri Gagarin, meno di un mese prima: il 12 aprile del 1961.

Il vero cambiamento avvenne con il programma Apollo e con quel passo che divenne fondamentale nella storia dell’uomo: il 20 luglio 1969 Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sulla Luna con la missione Apollo 11. Fino ad oggi solo 12 astronauti hanno avuto questo privilegio.

Poi fu la volta della stazione orbitante, nuova conquista dello spazio, e di Skylab: ospitò tre missioni (fu lanciata nel 1973) con altrettanti astronauti. L’ultima durò 84 giorni.

Era il 12 aprile del 1981, invece, quando venne lanciato lo Space Shuttle Colombia sistema. 135 missioni e 355 persone diverse nello spazio per il primo veicolo spaziale riutilizzabile dell’umanità. Costruì anche la Stazione Spaziale Internazionale, ma fu un progetto segnato anche da due tragici incidenti. Nel 1986 si distrusse la navetta Challenger e la Columbia nel 2003, con la perdita anche degli equipaggi. Il programma è terminato l’8 luglio 2011.

Nel 1993 intanto venivano poste le basi per la Stazione Spaziale Internazionale, che da novembre del 2000 è abitata in maniera continuativa da equipaggi formati dai due ai sei astronauti.  Si occupa di ricerca scientifica ed è un progetto che vede la collaborazione di diverse agenzie spaziali: Nasa, RKA (Russia) Esa (Europa), Jaxa (Giappone) e Csa-Asc (Canada). Il prossimo comandante della stazione sarà per la prima volta un italiano: Luca Parmitano.

Non sono mancate le missioni con sonde automatiche. Fra le più famose la Mars Exploration Rover del 2003 che lanciò due sonde su Marte: Spirit e Opportunity, arrivate sulla superficie del pianeta rosso nel 2004. Opportunity è ancora operativo.

E nel futuro? Tra i tanti progetti la Nasa tornerà sulla Luna per capire meglio cosa servirà per prepararsi all’esplorazione umana di Marte, si proseguirà a lavorare in bassa orbita terrestre come sulla Stazione Spaziale Internazionale e verranno sviluppate nuove tecnologie. Ma non solo: come scrivono sul sito  “Continueremo a provare a rispondere alla domanda: ”Siamo soli?”

Perché "Animal House" è diventato un cult (inaspettato)?

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti