A caccia di santi: a 'Pokemon Go' i salesiani rispondono con 'Don Bosco Go'

Dai Pokemon ai santi, ecco una nuova applicazione che farà smuovere anche i credenti cattolici:Don Bosco Go

Non so voi, ma tra la gente che conosco io, Pokemon Go è ancora abbastanza popolare da generare quattro chiacchiere occasionalmente quando si esce la sera. Il colossale gioco della Niantic, che ha dominato le sezioni cronache durante questa estate e riempito le casse dello sviluppatore per milioni e milioni di dollari, ha aperto un intero mercato per il mondo dei videogiochi, diventando il primo esempio di ARG a dimensione mondiale e non di nicchia.

Certo, non è stato tutto rose e fiori. Tra un mezzo scandalo per l’invasione della privacy dei giocatori (dovuto, stando a quel che dicono, a un errore nel chiedere le autorizzazioni del cellulare all’installazione) e dubbi sulle capacità tecniche e di gestione dello sviluppatore, la strada è stata lenta e burrascosa. Ma il successo è stato travolgente. E, si sa, quando qualcosa ha un successo enorme tutti cominciano a copiarla. Compresi gli insospettabili.

Don Bosco Go, la risposta della Chiesa

Don Bosco Go. Solo il nome fa un effetto stranissimo, tanto da pensare a uno scherzo o a un articolo dell’Onion o del nostrano Lercio o Vernacoliere. E invece, si tratta di un vero videogioco sviluppato da una scuola salesiana in Argentina, al Collegio Maria Ausiliatrice di Bernal, per festeggiare il 201° anniversario della nascita di Don Bosco. Si, è vero, visto che la notizia viene dall’associazione stampa ufficiale salesiana.

Non solo don Bosco, ma anche santa Maria Ausiliatrice (a cui l’istituto deve il suo nome), Domenico Savio, Zeferino Namuncurà e molti altri. Per festeggiare la nascita del fondatore, infatti, e notando quanto fosse diventata popolare l’app creata su licenza dei mostriciattoli della Nintendo, la scuola ha creato un gioco in cui gli studenti dovrebbero andare a caccia di santi e beati.

Le caratteristiche di Pokemon Go

O meglio, a “caccia”, visto che per ovvi motivi il gioco non è pensato per poter permettere ai giocatori di collezionare tutti i santi o per farli combattere tra di loro come se fossero Pokemon (anche se sarei davvero curioso di vedere cosa potrebbe venire fuori da un’idea del genere). L’idea alla base dell’app è un qualche tipo di quiz, in cui bisognerà rispondere a domande del santo, sulla fede e simili temi.

A quanto pare, gli studenti adorano così tanto Pokemon Go che all’amministrazione è parso una scelta logica creare questa app. Addirittura, pare che abbiano organizzato una “pokeparada” all’interno di una cappella nel Collegio in cui è stato necessario limitare i posti per evitare troppo affollamento. Funzionerà? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora, pare che altri istituti in Brasile e Uruguay vogliano provarci anche loro.

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