A Milano con Saffelli: la sua playlist per Supereva

Milano è un frullatore di sentimenti, parola di Saffelli. E' per questo che le ha dedicato questa playlist: la trovate qui.

Marco Alberti, in arte Saffelli, è un cantautore decisamente promettente nel panorama della musica indipendente italiana; ci ha regalato una playlist densa di spunti interessanti, di ricordi e di riflessioni, che raccontano la “sua”personalissima Milano.

L’artista si sta facendo conoscere al pubblico con brani quali “Corso Indipendenza”, “Bagni Italia” e “Verve”. Il suo ultimo singolo, uscito l’11 maggio scorso, si intitola “Amsa”, con cui Saffelli dimostra di saper mescolare con maestria l’it-pop ad un’ottima capacità di scrittura.

La playlist di Saffelli inizia sulle note di “Monumentale” di Baustelle: ” Una cartolina più che una canzone – ci ha spiegato -. Un inno a non perdere tempo, ma a lasciar perdere la materialità delle cose”.

“Se Milano è un frullatore di sentimenti, questo pezzo è il perfetto stimolo a fermarci a pensare a chi ci ama davvero, “fra le mute tombe del Monumentale, trovi Dio trovi Montale”. Cercare conforto tra le tombe, piuttosto che in locali kitsch dall’altra parte della piazza. Poesia”.

Troviamo poi “Storia di un artista” di I Cani: “È la storia di Piero Manzoni – ci ha raccontato Saffelli -. Un vero e proprio storytelling. Milano madre patria della “moda e la radio”, Milano che trova nella sua borghesia una storia “speciale”. Che trova in Piero Manzoni il suo Kurt Cobain, la sua Amy Winehouse. Perché a Milano piacciono i marchingegni alla moda, l’avanguardia, Piero Manzoni, Contessa, Pasolini e Jay Z”.

La playlist continua con “Bovisa a mano armata” dei Belize: “Regia di Quentin Tarantino – ha commentato Saffelli -. Perché l’amore è un duello, e a volte dal finale splatter. E se c’è una location perfetta per una scena simile, questa è la Bovisa. Quartiere dove cinquant’anni fa sorgevano solo fabbriche, ma che oggi ha un certo peso sociale, quello dei libri sulle spalle degli studenti del Politecnico. Con la nebbia d’inverno, le copisterie chiuse d’estate, e una domanda ricorrente: cosa faremo dopo l’università?”.

Si prosegue con “L’appuntamento” dei Calibro 35 e “Boys From Comasina” dei Matrioska. Il primo pezzo viene descritto così dall’artista: “Partiamo col dire che questa canzone non fa riferimenti a Milano. Anche se i Calibro 35 lo sono. Sarebbe la colonna sonora perfetta per una commedia italiana anni 80, uno di quelli con Pozzetto e Ornella Muti, dove Milano è più grigia di oggi, dove Corso Vittorio Emanuele è aperto al traffico. Bella e piena di storia, come il naviglio e il Bar Magenta”.

Per quanto riguarda il secondo invece, ci ha spiegato: “Sarà che la Comasina la vedevo dalla finestra di casa. Sarà che quando hai 14 anni e ascolti ‘Ska’ ti senti Che Guevara. Sarà che la storia di Renato Vallanzasca mi interessava più di quella che studiavo a scuola. Gli anni di piombo raccontati in una canzone, e nel titolo il nome della fermata della metro dopo la tua. Semplicemente è stato amore, o quello che gli astronomi chiamano più comunemente ‘allineamento degli astri’”.

Nella playlist di Saffelli non manca anche “In questa grande città” dei Tre Allegri Ragazzi Morti insieme a Jovanotti. “Mi piace un sacco per le atmosfere sud americane che la cumbia imprime su questo pezzo. Mi fa pensare a Via Padova, ai parchi invasi la domenica dalle compagnie di sudamericani che organizzano tornei di calcio con una scrupolosità migliore a quella di Beppe Sala. Sognante e da ballare, da Corso Buenos Aires fino alla circonvallazione interna”.

Per la sua playlist Saffelli ha scelto anche L’Officina della Camomilla con il brano “Città mostro di vestiti”: “Secondo me è uno dei gruppi che ha influenzato più di tutto, quello che oggi chiamiamo l’indie, l’it-pop, insomma quello che canta Calcutta – ha rivelalo -. I loro testi sono un viaggio tanto sconnesso quanto originale, tra le vie del centro, gli amori, e la libertà. Ho scelto questo pezzo perché il titolo è abbastanza calzante, ma avrei potuto sceglierne altri venti”.

Nonostante ciò, Saffelli omaggia anche i grandi della musica italiana, come Franco Battiato e la sua “Un’altra vita” – “Per viversi Milano al 100%, probabilmente ci vorrebbe ”un’altra vita”, come canta Battiato. Perchè a Milano è troppo facile distrarsi – ed Enzo Jannacci nella sua “Desolato”, brano scritto assieme a J-Ax –  “In questo momento storico, dove non si capisce chi sarà a rappresentarci politicamente, se Milano dovesse eleggere il suo premier, credo che all’unanimità si sceglierebbe Enzo Jannacci. Perché le sue canzoni trasudano quella milanesità che oggi sta andando scomparendo. Perché è bello pensare che a Milano ci sia la ‘scighera’ e non una banale nebbia. Insomma un monumento, che metterebbe d’accordo anche Di Maio e Salvini”.

La playlist di Saffelli si chiude infine con “A Me Mi Piace il Mare” di Cochi e Renato. “E’ una di quelle canzoni che mi capitava di ascoltare da piccolo – ci ha raccontato il cantante – . Che fosse nella radio di mio padre, o in una spezzone di Blob. Un po parlata, un po cantata. Non ti lascia indifferente. Poi la riascolti anni dopo, e quelle melodie sono bellissime, le parti recitate ancora di più”.

saffelliE allora, che dire? Immergiamoci nella Milano di Saffelli grazie a questa playlist. 

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