A Trieste un Ojo de Dios da Guinness: di cosa si tratta

Per realizzarlo ci sono volute 16 ore di lavoro

4 Gennaio 2022
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi piĆ¹ alti!
Fonte: 123rf

L’Ojo de Dios più grande al mondo si trova a Trieste, all’ospedale di Cattinara. Lo fa sapere l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), spiegando di aver ottenuto addirittura la certificazione del Guinness World Record. Una bella soddisfazione, non c’è che dire. Ma di che cosa si tratta, nello specifico?

Non tutti sanno che cos’è, e molti non lo avranno mai sentito nemmeno nominare. Ma non c’è problema. Potremmo dire che è una lacuna ampiamente giustificata, dal momento che è un qualcosa che non appartiene alla nostra cultura. Iniziamo col dire che, come riporta il sito Ansa.it, il manufatto si ispira alle tradizioni delle popolazioni mesoamericane. Più precisamente è un oggetto votivo che viene realizzato tessendo un filato multicolore su una croce di legno.

Simbolo di amore, speranza, protezione e salute – ricorda Asugi – per darvi forma ci sono volute ben 16 ore di lavoro e sono stati srotolati e intrecciati 175 gomitoli di lana di vari colori, per oltre 15 km di filato”. La realizzazione dell’Ojo de Dios, ovvero “occhio di Dio”, durante la primavera, aveva coinvolto una equipe mista di operatori sanitari ed artisti, “simbolo di alleanza terapeutica tra medicina ed arte, per il benessere e la cura della persona”.

Antonio Poggiana, generale di Asugi, ha commentato: “Sono orgoglioso del risultato raggiunto perché l’iniziativa, che ha coinvolto Asugi assieme alla Lilt e sotto la guida esperta dell’arte- terapeuta Francesca Salcioli, è diventata simbolo del lavoro di squadra che caratterizza tutti i professionisti che hanno lavorato e stanno lavorando in questo difficile periodo di emergenza pandemica”.

E ancora: “L’Occhio di Dio è il frutto di un’attività collettiva, per la quale si sono impegnati, insieme, artisti e medici, a rappresentare l’alleanza ideale tra arte e medicina, per favorire e canalizzare il benessere della persona, simbolo di speranza, ricordo di perseveranza e fiducia”.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti