Non tutti sanno che "Alita" di James Cameron s’ispira a un manga

“Alita: Angelo della Battaglia” sta facendo sospirare i fan di James Cameron, ma conoscete la sua vera origine?

In molti si staranno chiedendo con curiosità come sarà il nuovo film di James Cameron, “Alita: Angelo della Battaglia”. Alcuni, già lo sanno.

Sarà epico. Non solo perché stiamo parlando di James Cameron, il regista che ha realizzato Titanic e Avatar (il secondo e il primo film con più incassi nella storia del cinema per capirci). Ma perché “Alita: Angelo della Battaglia” è una vecchia conoscenza di tanti (un tempo) piccoli nerd che leggevano manga come se non ci fosse un domani. E “Battle Angel Alita” (questo il titolo originale del fumetto) era una di quelle opere che non avevano nulla a che fare con le altre in circolazione. Non era divertente come “Dragon Ball”, non era triste come “Mars”, né futurista nel modo in cui lo è “Neon Genesis Evangelion”. È tutt’altro.

“Alita: Angelo della Battaglia” è un manga appartenente al genere cyberpunk scritto da Yukito Kishiro. Non è un fumetto per tutti: bisogna avere uno stomaco forte per reggere la visione di quell’ambientazione splatter e sanguinosa che contornava le tristi vicende di Alita, una ragazza cyborg trovata in una discarica da un altro cyberdottore. Il mondo di Alita – in pieno stile fantascientifico – è quello di una metropoli formata da soli rifiuti e sovrastata da una città meravigliosa (Salem) che getta di sotto la sua immondizia. Alita non ricorda il suo passato, ma conosce una tecnica di combattimento molto particolare e aggressiva, chiamata Panzer Kunst.

Nella discarica, Alita combatte degli scontri violentissimi, che spesso la lasciano priva di diverse parti fisiche. Avete presente i tatuaggi biomeccanici che adesso si vedono tanto in giro? Non vorremmo azzardarci, ma non stupirebbe se qualcuno si fosse ispirato proprio all’angelo della battaglia per disegnarsi qualcosa sulla pelle. Insomma, “Battle Angel Alita” è un manga per stomaci forti e a volte mostra delle scene così violente che sono molte le persone che l’hanno abbandonato proprio per questo motivo.

Diretto da Robert Rodriguez con sceneggiatura di James Cameron, l’adattamento cinematografico di “Alita: Angelo della Battaglia” è solo liberamente ispirato al manga di Yukito Kishiro. Per realizzare il film ci sono voluti ben 200 milioni di dollari: le riprese, sono terminate nel 2017.

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