Almeno 40 deputati democratici boicotteranno insediamento Trump

La lista compilata da BuzzFeed, dopo gli attacchi a John Lewis

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Roma, 17 gen. (askanews) – Almeno quaranta deputati del partito democratico Usa hanno annunciato che non parteciperanno alla cerimonia d’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca venerdì, in polemica con il miliardario che secondo loro rappresenta una minaccia per la democrazia. L’elenco, compilato dal sito BuzzFeed, si è allungato dopo che nel weekend il presidente eletto ha attaccato John Lewis, deputato icona della lotta per i diritti civili, il quale aveva messo in dubbio la legittimità dell’elezione delll’immobiliarista alla Casa Bianca. Trump e i repubblicani hanno minimizzato il boicottaggio, dicendo che il partito democratico non sa perdere e che piuttosto dovrebbe accettare la sconfitta e guardare avanti.

Nel 2000 molti democratici erano infuriati per l’esito della sfida elettorale tra George W. Bush e Al Gore, nella quale il repubblicano battè il democratico dopo un riconteggio e una sentenza della Corte suprema, ma parteciparono comunque in massa all’inaugurazione di Bush come 43esimo presidente degli Stati Uniti. Così come nessun repubblicano boicottò le due inaugurazioni alla Casa Bianca del democratico Barack Obama, nonostante le lunghe campagne, alimentate proprio da Donald Trump, che lo accusavano di non essere nato negli Usa e di non avere diritto a ricoprire la carica di presidente. Solo qualche mese fa Trump ha ammesso che Obama è nato in America.

Lewis ha detto che non avrebbe assistito al giuramento di Trump, evitando per la prima volta una cerimonia d’inaugurazione da quando è entrato al Congresso trent’anni fa. “Credo nel perdono, credono nella possibilità di provare a lavorare con le persone.
Sarà dura, sarà molto difficile. Non vedo questo presidente eletto come un presidente legittimo” ha detto in un’intervista alla Nbc domenica Lewis. “Penso che i russi abbiano contribuito all’elezione di quest’uomo. E hanno contribuito a distruggere la candidatura di Hillary Clinton” ha detto Lewis. Trump ha risposto con tweet rabbiosi invitando Lewis a pensare alla sua circoscrizione elettorale “piuttosto che lamentarsi falsamente dei risultati elettorali”. “Solo parole, parole, parole, nessuno azione o risultati. Triste!” ha aggiunto.

Lewis fu tra gli organizzatori della marcia su Washington per il lavoro e la libertà guidata nel 1963 da Martin Luther King. Due anni dopo, durante la “domenica di sangue” della protesta per i diritti civili a Selma, in Alabama, la polizia gli fratturò il cranio.

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