Amatrice, quando il calcio diventa speranza

Dopo il terremoto riparte il campionato per la squadra 'miracolata'.

Fonte: Screenshot tratto da Facebook

Nel tragico terremoto che il 24 agosto, alle 3.36 di notte, ha colpito il centro Italia, c’è un piccolo miracolo che vale la pena di raccontare: nella città di Amatrice, completamente rasa al suolo, il conto definitivo delle vittime si è attestato a 236, ma tra questi non si annovera alcun giocatore la squadra di calcio dilettantistica. E purtroppo non è così scontato, altre realtà non sono state così fortunate.

Qualcuno ha perso dei famigliari, come i due portieri Marco Serafini (che con la ASD Amatrice Calcio aveva vinto un campionato di Prima Categoria nel 1997) e Roberto Spurio, ma ora per tutti lo sport è l’occasione per ricominciare. Sabato inizia il campionato di Terza Categoria e la squadra rossoblu dovrà vedersela con il Cittaducale.

“La sera prima del terremoto eravamo stati alla festa per i 50 anni della società, siamo tornati a casa poco prima delle scosse – ha raccontato il capitano Remo Berardi a Repubblica -. C’erano i giocatori con le famiglie e tanti bambini. Eravamo in una vecchia chiesa che è crollata”.

All’esordio in campionato, però, i giocatori dell’Amatrice non avranno allenamenti nelle gambe. “Sul nostro terreno di gioco in erba naturale, dopo il terremoto avevano ospitato la Croce Rossa; ora stanno allestendo la mensa che resterà finché arriveranno le casette”, ha spiegato il presidente Tito Capriccioli. E infatti sul rettangolo di gioco è agibile solo una delle due porte, che chiaramente non basta per disputare le gare di campionato. Così, tra mille difficoltà dovute agli spostamenti (molte strade sono state chiuse dopo il sisma) e al trasferimento dei giocatori, sparpagliati nei paesi vicini, l’Amatrice ha trovato anche un campo, quello gentilmente offerto dal Barbano.

Ma la sfortuna si è abbattuta ancora, beffarda, sull’Amatrice: un diluvio non ha permesso di iniziare l’unico allenamento in programma. Ci ha scherzato su l’allenatore Romeo Bucci: “Ci abbiamo provato, ma dopo il terremoto i ragazzi sono finiti in tanti paesi diversi e non era semplice. Quando abbiamo trovato un campo e una società disposta ad ospitarci li ho convocati tutti per un allenamento, almeno uno. Ok, non sarà il solito mese di precampionato con tecnica, psicologia e schemi, ma è qualcosa, no? E invece s’è messo a piovere così forte che è saltata la luce due volte, e allora ce ne siamo andati in birreria”.

Ma per ringraziare e per salutare il Barbano (visto che per il campionato l’Amatrice sarà ospitata a Rieti) è stata comunque organizzata un’amichevole. Vinta tennisticamente 6-0 da Amatrice.

Ora per i giocatori è tempo di ricominciare, sperando che lo sport sia l’occasione per lasciarsi alle spalle il terremoto e i lutti. Siamo sicuri che lo spirito di squadra sarà un’ottima medicina: il mister ha raccontato che dopo il sisma tutti i compagni di squadra si cercavano scrivendosi su Whatsapp. E a testimonianza di quanto conti l’attaccamento alla maglia e agli amici, nell’Amatrice è tornato anche il 20enne Yuri Pantarotto, che ha lasciato il campionato Interregionale – con tanto di rimborso spese, vitto e alloggio pagato all’Amiternina – per giocare per la sua città.

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