"Amore e Psiche", che hai fatto di male a Facebook?

Perché Facebook ha oscurato un’opera d’arte? Ecco cosa è accaduto a un’agenzia di comunicazione

C’era una volta una storia d’amore tra una bellissima fanciulla di nome Psiche e una divinità leggendaria, Eros (o Cupido).

Celebrato da scrittori, poeti e artisti, il legame d’amore tra la coppia è stato tramandato nei secoli ed è giunto sino ai giorni nostri. Un esempio concreto è il gruppo scultoreo “Amore e Psiche”, conservato gelosamente in uno dei musei più famosi al mondo, il Louvre di Parigi. A dare forma all’essenza di questo idillio amoroso è stato lo scultore italiano Antonio Canova, noto per le sue produzioni che sfiorano la perfezione.

E “Amore e Psiche” non è di certo da meno: marmo bianco e scalpello alla mano, lo scultore ha dato vita a un’opera d’arte senza tempo, rifinita nei minimi dettagli. Fin dalla fine del Settecento (quando è stata realizzata) è stata apprezzata dai visitatori di tutto il mondo e dai critici d’arte. E nel corso degli anni, la scultura è diventata un vero e proprio emblema dell’amore.

Il dolce avvolgersi dei corpi dei due amanti è delicato e elegante, pur lasciando trasparire alcune nudità. Nulla di volgare si potrebbe dire. Ma non è stata questa l’interpretazione che l’algoritmo di Facebook ha dato, quando è stata pubblicata un’immagine che ritraeva proprio l’opera di Canova.

La protagonista della vicenda è un’agenzia di comunicazione con sede a Treviso e che aveva postato un’inserzione sul social network per un suo cliente. E a corredo del post, c’era proprio “Amore e Psiche”: l’inserzione è stata bloccata da Facebook e l’immagine oscurata, perché era stata riconosciuta dall’algoritmo come “pornografica”. A dare la notizia è stata la stessa agenzia con un post sul social network e dove commenta: “Facebook blocca l’inserzione di un nostro contenuto pubblicato poiché l’immagine mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi. Un algoritmo non esattamente… a regola d’arte”.

Una frase che calza a pennello visto l’accaduto, tuttavia non è la prima volta che il social più diffuso e utilizzato dagli utenti, ha reagito così di fronte a celebri opere d’arte (quadri annessi) proprio per le nudità svelate. Certo, si tratta pur sempre di un algoritmo, che però ha oscurato una scultura che è ben lontana dall’esprimere il concetto di pornografia.

amore-e-psiche

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti