In Nuova Zelanda vendono l’aria, altro che l'acqua della Ferragni

L'acqua della Ferragni è cosa superata. Ora sul web si parla dell'aria della Nuova Zelanda, imbottigliata per essere aspirata all'occorrenza.

Per circa una settimana in Italia non si è parlato d’altro sul web se non dell’acqua da 8 euro di Chiara Ferragni.

Il prodotto è in realtà della Evian, con l’imprenditrice italiana che vi ha soltanto posto il proprio logo. Si è detto di tutto in merito, dai commenti acidi sul web dei ‘normali’ utenti, alle associazioni per i consumatori, fino alla spiegazione decisamente semplice di Fedez, che ha posto fine alla vicenda: “Nessuno vi obbliga ad acquistarla. Detto questo, ci sono acque di lusso ben più care”.

Le polemiche sui costi per i beni che nessuno obbliga ad acquistare vanno sempre di moda. Lo dimostra anche quanto avvenuto dopo l’apertura di Starbucks a Milano. Qualcuno ha scoperto che i locali del celebre franchising fanno pagare tariffe più alte del classico bar di provincia. In pratica si corrisponde il prezzo per l’intera ‘esperienza Starbucks’, non soltanto per il prodotto.

C’è solo da immaginare cosa si potrebbe dire e scrivere se qualcuno in Italia avesse la brillante idea di vendere in lattina un po’ d’aria ‘raccolta’ in una data località turistica. Potrebbe servire ai cervelli in fuga, per avere sempre pronto un ricordo di casa magari.

Idea folle giusto? Sbagliato! In Nuova Zelanda è infatti possibile acquistare una bomboletta ricca d’aria locale. Ben 140 boccate garantite, stando a quanto spiegato dal giornalista Damien Christie, che si è imbattuto nel bizzarro accessorio presso il duty-free dell’aeroporto di Auckland. Il tutto al costo di 35 dollari, ovvero circa 20 euro.

Aria in lattina con tanto di piccola maschera per l’aspirazione. La confezione recita inoltre: “La più pura che potrai mai respirare”. A garanzia della bontà del prodotto è il fatto che l’azienda produttrice sia locale, Kiwiana. Sul proprio sito viene inoltre mostrato dove si effettui questa particolare raccolta, che sul web ha già scatenato qualche ilare reazione.

Uno spunto interessante per un nuovo settore commerciale. Il ‘Bel Paese’ potrebbe vendere in tutto il mondo la propria aria, sentendosi nel golfo di Napoli mentre si è nel proprio appartamento a Bordeaux. In ambito artistico invece, non è detto che non si prenda spunto per qualche saga fantascientifica. L’aria imbottigliata potrebbe essere l’unica forma per respirare in ambienti aperti in un mondo ben più inquinato di quello attuale. Ad ogni modo tutto questo non fa che mettere in prospettiva l’operazione della Ferragni e, come spiegato da Fedez, nessuno intende portar via i soldi dal conto altrui. La scelta è ancora del consumatore.

Nuova Zelanda - Aria fresca

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