Arrestato Giuseppe D'Anna re delle televendite di gioielli (operazione "Dynasty")

Tra le accuse truffa, frode, ricettazione e riciclaggio

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Genova, 21 dic. (askanews) – Giuseppe D’Anna, noto imprenditore genovese conosciuto su tutto il territorio nazionale per le televendite di gioielli, è uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione Dynasty condotta dai carabinieri di Genova.
Insieme ad alcuni familiari D’Anna è accusato di una serie di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa contrattuale, frode in commercio aggravata, ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita, nonché trasferimento fraudolento di valori.

Secondo gli inquirenti, il famoso commerciante genovese si sarebbe imposto sul mercato dei preziosi riuscendo a vendere grandi quantitativi di gioielli acquistati a poco prezzo sui mercati asiatici ma presentati in televisione con caratteristiche intrinseche che in realtà non avevano, inducendo così in errore gli acquirenti.

Il suo operato era già stato svariate volte al centro di inchieste giudiziarie intentate dai pochi che si erano accorti dell’inganno ma terminate quasi sempre con l’archiviazione del procedimento penale per remissione della querela della parte offesa perché risarcita o per le lungaggini della giustizia.

Neppure una più accurata indagine della Guardia di Finanza del 2002, che aveva portato alla luce un’imponente evasione fiscale per diversi miliardi delle vecchie lire, ha potuto bloccare le attività fraudolente delle società di compravendita di preziosi condotte dagli indagati, che hanno potuto così proseguire indisturbati fino ad oggi attraverso l’interposizione fittizia di beni e società in realtà a loro pienamente riconducibili.

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