Artista crea straordinari ritratti con dei semplici fili su una cornice

Petros Vrellis, l'artista che crea ritratti con i fili, mescolando innovazione e tradizione

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Petros Vrellis è un ingegnere elettronico che, contemporaneamente al conseguimento della laurea, si è interessato all’interazione tra tecnologia e arte. Non ama definirsi artista, piuttosto si considera un inventore di giocattoli: è interessato all’invenzione, alla sperimentazione che si attua rompendo le regole. Affascinato dalle continue innovazioni nel campo delle scienze informatiche, Vrellis scopre le potenzialità dei nuovi media e, attraverso l’arte digitale e le installazioni interattive, nuovi vie di espressione. Gli strumenti che utilizza sono principalmente il computer, i linguaggi di programmazione e l’elettronica.

Uno dei lavori che lo ha reso noto nel 2012 è un progetto basato sul celebre quadro di Van Gogh “Notte Stellata“: attraverso uno schermo touchscreen, è possibile toccare il dipinto e interagire con gli elementi rappresentati. Il risultato è incredibilmente affascinante: le stelle si muovono, il cielo gira su se stesso alla velocità di 30 fotogrammi al secondo, il tutto con il solo tocco di un dito.

Il nuovo progetto si intitola “A new way to knit“, un nuovo modo di lavorare a maglia. Si tratta di ritratti realizzati con dei fili neri su dei telai circolari. Vrellis ha creato un nuovo algoritmo codificato in openFrameworks (un linguaggio di programmazione open source) che prende come input una fotografia digitale ed emette una lista di istruzioni da seguire per realizzare il disegno. Sono necessari più di 2 miliardi di calcoli, una mole non eccessiva per un computer attuale, ma impossibile per il cervello umano. Attorno al telaio circolare sono posizionati 200 pioli di ancoraggio. Il filo, della lunghezza di 1,5 chilometri, viene tirato da un piolo all’altro della circonferenza per un numero di volte che va dalle 3000 alle 4000. L’artista segue le istruzioni dettate dal computer e crea, così, il disegno. Grazie alla densità dell’intersezione dei fili è possibile ottenere i chiaroscuri che danno ai ritratti intensità ed espressività: l’artista ha a disposizione, infatti, un’intera scala di grigi.

Ogni immagine digitale può essere convertita e, grazie all’algoritmo, essere riprodotta con i fili ma Vrellis ha deciso di concentrarsi sui ritratti e lasciarsi ispirare dalle cifre espressive di El Greco, l’artista, anch’esso di origine greca, più importante del tardo Rinascimento spagnolo. Le opere di Vrellis sono effettivamente fatte a mano anche se non vi è nessun lavoro a maglia, così come inteso tradizionalmente, all’interno del telaio. Quello proposto è, quindi, un nuovo modo di fare arte, di creare immagini con strumenti tradizionali ma ripensati attraverso le innovazioni tecnologiche.

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