Attentato Orlando, familiari vittime contro i social network: aiutano l'Isis

Google, Twitter, Facebook avrebbero fornito materiale di supporto

Fonte: Copyright (c) APCOM.

San Francisco (California), 20 dic. (askanews) – Facebook, Google e Twitter sono stati denunciati dalle famiglie di tre vittime della strage in un nightclub di Orlando, con l’accusa di aver fornito “materiale di supporto” allo Stato Islamico.

L’azione legale, della quale per prima ha dato notizia Fox News, è stata presentata lunedì presso una corte federale del Michigan, a nome delle famiglie di Tevin Crosby, Javier Jorge-Reyes e Juan Ramon Guerrero.

Si tratta dell’ultima denuncia – in ordine di tempo – che prende di mira i popolari servizi internet, accusati di non ostacolare la diffusione dei messaggi di propaganda dell’Isis. A giugno, la famiglia di una studentessa di college in California ucciso nelle stragi terroristiche di Parigi aveva denunciato Facebook, Google e Twitter. Keith Altman, legale che rappresenta le tre famiglie nell’azione legale per la sparatoria di Orlando, rappresentava anche la famiglia di quella studentessa – Nohemi Gonzalez – uccisa negli attacchi di Parigi.

L’Isis fa abbondante ricorso ai social network per diffondere la sua propaganda, per attirare e addestrare nuove reclute, per celebrare attacchi terroristici e pubblicizzare esecuzioni.

Nella strage al Pulse – nightclub frequentato da omosessuali – sono state coinvolte più di un centinaio di persone: le vittime accertate sono state 49, oltre all’attentatore, mentre i feriti sono stati 53.

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