"Avevo comprato Pelé"

E' clamorosa la dichiarazione dell'ex presidente di una società italiana

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Fonte: Getty Images

L'ex presidente Roberto Fiore, alla guida del Napoli dal 1964 al 1967, ha rilasciato una lunga intervista telefonica ai microfoni di Club Napoli All News in onda quotidianamente su Teleclubitalia.

"L'anno scorso, con la squadra che avevamo, con Sarri che aveva dato un ottimo gioco, il Napoli scendeva in campo già con il risultato di 2-1 in tasca: gli azzurri disponevano di un campione, come Higuain, che faceva almeno un gol. In difesa, con l'innesto di Reina, si subiva un gol al massimo. La squadra scendeva in campo senza preoccupazioni particolari. Higuain faceva risultato da solo, e non è stato sostituito adeguatamente. Poi, a questa mancanza, si è unita anche la sfortuna dell'infortunio di Milik. Non voglio essere portatore di cattiva sorte, ma questa stagione è già pregiudicata: siamo già nel gruppo delle inseguitrici, ed è difficile invertire la rotta. Senza Higuain, non c'è più questa certezza di gol, e anche Reina un po' sta peccando. La squadra, quindi, non è più certa di fare un gol in più dell'avversario. Sarri è un ottimo allenatore, e mi complimento con il presidente per averlo fatto sedere sulla panchina azzurra. In questo momento, è una squadra che esprime l'attacco migliore della serie A, anche più forte della Juve che ha perso Tevez. L'allenatore ha più difficoltà dell'anno scorso, anche perché ha più di un giocatore per ruolo, che rischia di accontentare uno, ma scontenta l'altro".

"Record 70mila abbonamenti? E' vero. E mi sono dovuto anche fermare! Riservavo 12mila biglietti, la domenica, per coloro che non riuscirono ad abbonarsi. Il problema è che quei biglietti finivano subito, e io litigavo puntualmente col questore perché non c'erano biglietti in più: ogni domenica, si stava un po' più stretti. 73mila abbonati, più 9mila/10mila spettatori paganti: fatevi il conto…Io ebbi anche il consenso da Pelè per portarlo a Napoli: ma, come facevo? Mi ci volevano due stadi… Sono sempre stato uno sportivo, letteralmente. Non sono mai stato polemico, e non voglio farlo adesso che ho 92 anni: De Laurentiis ha fatto tante cose buone, ma essendo anche lui un comune mortale, può aver commesso degli sbagli. Lo stadio vuoto? De Laurentiis è un buon manager. Quest'anno, come ha agito, e come si è presentato, e come ha organizzato il calcio, ha capito che il consenso riesce a riceverlo non da 100mila spettatori, ma da pochi eletti, circa 20mila. E lui vuole costruire un salottino, per queste persone. Ma non può, perché lui sa che questa è 'solo' società per azioni, di cui sono stato il fondatore, e non è padrone della passione dei tifosi: nessun sindaco, nessun prefetto, autorizzerà al presidente di costruire uno stadio per così poche persone. Mi permetto, in oltre dieci anni, di dargli un consiglio: se a lui piace che allo stadio vadano in pochi, organizzasse qualcosa anche per coloro che resterebbero fuori a prezzi popolari. Lui ha calcolato che con sole 20mila persone paganti, lui riesce ad andare avanti. I soldi di distinti e delle curve, a prezzi popolari, può raccoglierli e distribuirli alle squadre dilettantistiche: così, non solo può beneficiare dei pochi eletti che vanno allo stadio, che possono anche avere lo champagne, ma può anche foraggiare le scuole calcio facendoli finire di fare la fame. Così, De Laurentiis, passerebbe alla storia: noi altri, ci metteremmo da parte. Lui, ormai, rappresenta Napoli, e se ha acquistato le azioni della squadra, deve comportarsi da presidente napoletano. Lui può farlo, dovrebbe farlo".

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