Babar, l'elefantino più amato dai bambini va in pensione

Babar, l'elefantino più amato dai bambini, va in pensione. Il suo disegnatore ha annunciato che non realizzerà più libri su questo personaggio

Fonte: Facebook

Babar, l’elefantino più amato dai bambini, va in pensione. Ad annunciarlo il suo disegnatore, Laurent de Brunhoff, che per settanta anni ha raccontato nei suoi libri le avventure del simpatico animaletto, amatissimo in Francia e in tutto il mondo. Era il 1931 quando suo padre, Jean de Brunhoff, scrisse la prima storia dedicata a Babar. L’uomo ebbe il tempo di raccontare il personaggio in altri sei libri, prima di morire nel 1937, lasciando in eredità al figlio la sua creazione.

Da allora Babar ha fatto parte della vita di Laurent, accompagnandolo nella sua esistenza sino ad oggi che ha 92 anni. “Mi ha reso felice, ma ormai sono vecchio e non ho l’energia di fare un altro libro” ha spiegato l’uomo, che in tutti questi anni ha scritto i suoi romanzi aiutato dalla moglie Phyllis, professoressa di letteratura inglese. Lui disegnava, mentre lei si occupava di realizzare i testi.

Ora però, dopo oltre 50 libri, per Babar è arrivato il momento di andare in pensione. La sua ultima avventura si intitolerà “Babar a Parigi” e vedrà il piccolo elefante avventurarsi per le vie della città francese. La storia di Babar iniziò con la tragica morte della madre, uccisa dai cacciatori. L’elefante, per potersi salvare, fuggì in città e venne adottato da una vecchietta, crescendo molto più colto e saggio dei suoi simili. Per questo, quando il re degli elefanti morì, Babar tornò nella giungla per salire sul trono. Qui divenne il sovrano, insieme alla moglie Celeste, fondando Celestopoli, una città nella foresta.

Nell’ultimo libro il disegnatore racconta il viaggio di Babar a Parigi insieme alla figlia Isabelle. “Sono io che mi diverto nella mia città – ha detto Laurent de Brunhoff, parlando dell’ultimo libro -. Perché alla fine della mia vita, anche se per decenni ho vissuto in America, sono rimasto sempre un francese. E volevo rendere omaggio a Parigi”.

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