Quanto venne pagato il bambino della copertina di “Nevermind”

Nevermind è uno degli album più influenti della storia della musica. Tutti ricordano il bimbo in copertina ed ecco alcune curiosità.

Il 24 settembre non sarà mai un giorno qualunque nel variegato mondo del rock. Tante le sfumature e le forme d’espressione sperimentate, esprimendo a volte quella rabbia e quel disagio appartenenti a un’intera generazione. È ciò che sono riusciti a fare i Nirvana, che in questa data, ma nel 1991, pubblicarono Nevermind.

Un album epocale, aperto da un riff di chitarra che è ancora oggi un patrimonio inestimabile della musica mondiale. A seconda del genere che ci appassiona, è impossibile non riconoscere quegli accordi, quello scratch e la potenza dell’intro di batteria e basso che, insieme, si fanno largo nell’inno della Generazione X.

Tante le curiosità su questo disco ma, inevitabilmente, la più diffusa e nota è quella che riguarda il bambino di quattro mesi in copertina. Il piccolo è del tutto nudo e, divertito, insegue una banconota (aggiunta in seguito). Un’immagina iconica, a indicare come i soldi siano il vero motore di questo mondo moderno, corrompendoci fin da piccoli.

Quel bambino ha un nome e un cognome, Spencer Elden, e col tempo è divenuto il bimbo di Nevermind. Sembra quasi il titolo di una fiaba, ma non è così. È rock, allo stato puro, in uno dei suoi ultimi sporchi esempi, tra fatti, retroscena e soprattutto leggende.

Spencer non ha ovviamente memoria di quanto accaduto, ma con il tempo è riuscito a trovare il suo posto nel mondo, gestendo al meglio la fama dovuta al disco. Come ci ha raccontato nel corso della sua intervista unica in Italia, al tempo i suoi genitori ottennero 200 dollari per quello scatto, realizzato da Kirk Weddle. Altre due volte il giovane si è lasciato immortalare in quella posa (vestito), a 17 anni e poi in occasione dei 25 anni d’uscita dell’album.

Il secondo scatto è ad opera di John Chapple, fotografo molto noto e grande fan dei Nirvana. Voleva questa foto a tutti i costi e, nel pieno rispetto dell’effetto nostalgia che il rock ben conosce, al ragazzo sono stati offerti come pagamenti proprio 200 dollari, quasi a chiudere un cerchio.

Sono trascorsi molti anni ormai ma, al di là di un totale di 400 dollari, nessun altro compenso è giunto a Spencer da uno degli album più noti della storia. Oggi si occupa principalmente d’arte, organizzando mostre e gallerie. Tutt’altro mondo dunque, anche se qualcosa di quell’evento storico ha deciso di portarlo per sempre con sé. Sul petto ha infatti inciso Nevermind, quasi fosse il suo biglietto da visita. Come se qualcuno potesse mai dimenticare l’unico vero ‘bimbo del rock’.

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