La banana è a rischio estinzione

La tipologia di banane che maggiormente consumiamo è stata colpita da una malattia. Soluzione in una varietà di cui però esistono solo cinque piante

Verso l’addio alla banana? Uno dei frutti più consumati sulle tavole italiane, e di tutto il mondo, è a rischio estinzione.

L’albero infatti potrebbe estinguersi. Ma gli scienziati sono corsi ai ripari e hanno individuato una varietà selvatica che si trova in Madagascar, isola al largo dell’Africa, di cui ne esistono solamente cinque piante. Queste potrebbero essere fondamentali per salvare le grandi coltivazioni. Il paese africano è l’unico dove cresce e gli studiosi ritengono che, se dovesse sparire, potrebbero esserci problemi anche per altre varietà commestibili.  Sembra che in questa specifica tipologia ci potrebbe essere la soluzione per salvare le altre, tanto che è stata inserita nelle specie mondiali a rischio estinzione.

Questa pianta cresce vicino alle foreste, quindi i rischi che corre  sono anche quelli causati da incendi e deforestazione, proprio a tal proposito è stata inserita nella Lista rossa ufficiale dell’Unione internazionale per la natura (IUCN).

Inoltre, secondo gli scienziati, potrebbe possedere tratti genetici contro la malattia, aspetti che potranno essere chiariti quando le piante saranno al sicuro. Solo allora infatti potranno prendere il via gli studi.

La pianta di banana che maggiormente consumiamo è la Cavendish, che copre una grandissima fetta del mercato, ed è stata colpita da un’infezione micotica: la malattia di Panama. Miliardi di banane di questa varietà vengono consumate ogni anno. La malattia sta colpendo le piante, attaccando le coltivazioni che si trovano in Asia, ma potrebbe diffondersi. Un problema maggiore scaturirebbe se il fungo raggiungesse America Latina e Caraibi, perché gran parte delle banane che arrivano sulle tavole di tutto il mondo arrivano da queste aree geografiche.

La moria delle piante è causata soprattutto da due fattori. Il primo va ricercato nella poca tutela della biodiversità: le piante vengono moltiplicate per talea e questo significa che sono geneticamente uguali e non possono evolversi per proteggersi dalla malattia. La seconda ragione è insita nella loro stessa natura, perché sono senza semi e quindi non si possono riprodurre.

Il parassita ha colpito moltissime piante: un fatto simile era già accaduto in passato. Negli anni Cinquanta, infatti, si estinse un’altra tipologia: la Gros Michel.

La speranza è quindi che le poche piante della varietà in Madagascar resistano e diano la soluzione contro i parassiti.

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