Bigliettini per insultare le lumache: la trovata di uno chef

"Mi rifiuto di ucciderle, proverò a insultarle" scrive uno chef francese sui social. Le immagini dei suoi 'bigliettini' diventano virali.

23 Giugno 2020
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Fonte: Facebook Bertrand Hance

Gli amanti di orti e giardini lo sanno bene: le lumache a volte possono essere una vera e propria dannazione per le nostre piante. L’unica soluzione, a cui spesso si ricorre, è quella di usare pesticidi per evitare che infestino i nostri prati. Un rimedio che però non può essere applicato se in fondo si pensa che anche le lumache hanno il loro diritto di scorrazzare indisturbate e felici tra piante e fiori. Come ovviare, dunque, al problema? Bertrand Hance, un cuoco francese, ha deciso di usare una forma non aggressiva di protesta, installando nel proprio giardini dei bigliettini pieni di insulti.

“Le lumache nel mio giardino stanno mangiando tutto – spiega Bertrand su Facebook – ma mi rifiuto di ucciderle. Ho usato un’altra strategia. Proverò ad offenderle”. Le immagini ricchi di insulti dirette alle lumache sono diventate virali in men che non si dica: “Non siete le benvenute!”, “Siete cattive!”, “Trovatevi un lavoro”, “Fastidiose” si legge su alcuni dei mini-cartelli (a misura di lumaca, ovviamente) con cui Bertrand ha costellato il suo orto, nella speranza probabilmente che gli animali sappiano leggere e restino offesi.

L’intento dello chef era chiaramente quello di scatenare una risata tra i suoi amici sui social e, nello stesso tempo, dimostrare che non sempre la cattiveria è la strada giusta. Tra i commenti, in tantissimi hanno infatti ringraziato Bertrand per aver strappato loro una risate, ironizzando su alcuni dei cartelli (uno di questi recita “Siete vegane!” e c’è chi ha ritenuto l’insulto in realtà un complimento).

Ovviamente, la maggior parte dei lettori ha consigliato allo chef una soluzione probabilmente ancora più ovvia: insulti a parte, perché non pensare a un piatto a base di escargot? Quella sarebbe decisamente la punizione peggiore per le lumache che hanno osato sfidare la pazienza di un cuoco francese.

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