Birdman, la folle storia dell'uomo più tatuato dell'NBA

Madre appassionata di Harley, un titolo NBA a Miami e pure un passato in Cina.

Fonte: Getty Images

Chris Andersen è uno dei personaggi più pittoreschi del variegato mondo NBA. Da quest'anno al fianco di LeBron James, Birdman, il soprannome con cui è noto Andersen, gioca nell'NBA dal lontano 2001. Nel 2013 il momento più esaltante, cestisticamente parlando, della sua carriera, con la conquista del titolo di Campione NBA con i Miami Heat.

Ma Birdman fa notizia anche per tutto quello che combina fuori dal parquet. Uscito dall'High School nel 1999, non viene scelto da nessuno. Decide così, a 21 anni, di trasferirsi in Cina, ai Jiangsu Dragons. In terra cinese ci rimane solo qualche mese, il tempo necessario per appassionarsi all'universo dei tattoo.

Con una madre decisamente particolare, amante delle Harley e dal carattere piuttosto libertino, Chris cresce "senza freni". Nel corso della carriera, ne combina di tutti i colori. Problemi con diverse droghe (con tanto di squalifica), accusato pure di pedofilia da una fan troppo esagitata e mille altre avventure. Il segno distintivo, oltre alla notevole verticalità in campo, sicuramente sono i tantissimi tatuaggi che "colorano" il suo corpo. Decine di tatuaggi, tutti coloratissimi (l'ultimo aggiunto lo scorso anno), a conferma della spasmodica passione per i tattoo di Birdman.

Una curiosità. nel suo anno da rookie, Andersen aveva solo un paio di minuscoli tatuaggi sul proprio corpo. Il "salto di qualità" nella stagione 2007/08, con le due braccia che diventano tela per suggestivi tattoo. Il capolavoro nel 2010/11 con la scritta Free Bird tatuata sul collo.

Nonostante non sia più giovanissimo (classe 1978), Birdman è amatissimo dal pubblico che lo acclama sempre e comunque. A molti ricorda un altro eccentrico giocatore NBA che esaltava le folle negli anni '90: Dennis Rodman, altro giocatore con una notevole propensione per i tatuaggi e non solo.

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