L'intervista di Billboard a Bob Sinclar

Bob Sinclar è uno degli artisti più apprezzati nel panorama mondiale: dall’hip hop francese alla musica dance, racconta a Billboard la sua rivoluzione

In collaborazione con:billboard100x21Quando si parla di estate il collegamento con la musica dal vivo è ancora più forte. Le spiagge e i locali si riempiono, i DJ diventano i sacerdoti del divertimento e la musica continua ininterrottamente, fino alle prime luci del mattino. Tra tutti i DJ, quello forse più “italiano” è proprio lui: Bob Sinclar. Ha fondato la Yellow Productions, diventando uno dei protagonisti del French Touch. E dalla sua Love Generation del 2005 è diventato un vero e proprio fenomeno. Dal suono decisamente internazionale.

«Nel mio primo disco mi sono spacciato per un producer inglese. Era molto strano ma passo dopo passo abbiamo perso il nostro complesso di inferiorità rispetto a inglesi, belgi, tedeschi, anche rispetto agli italiani. Ci volle del tempo perché capissimo la maniera con cui lavorare, produrre e distribuire i dischi. Ma poi il French Touch è esploso fra il 1998 e il 2004».

Ma Bob Sinclar non è stato sempre un artista house e dance. Come molti musicisti in quegli anni, anche lui si è fatto prendere dalla scena rap che veniva dagli Stati Uniti. Tanto che i suoi primi passi li ha mossi con l’hip hop francese.

«Io ho cominciato producendo hip hop francese. Uno dei primi vinili che ho comprato fu Raising Hell dei Run DMC, che aveva pezzi come Peter Piper e My Adidas. Poi anche i Public Enemy, ovviamente. Poi sono venuti i Daft Punk: l’album Homework del 1997 portò una rivoluzione del mondo della musica dance».

Bob Sinclar è uno dei DJ più richiesti, e negli ultimi anni si era aggiunto a questa lista anche un altro ragazzo: Avicii, il giovane purtroppo scomparso in Oman qualche tempo fa. Come Avicii, anche Bob Sinclar ha dovuto avere a che fare con la gestione del successo ma, a differenza sua, è riuscito a gestirlo. Cosa che, secondo lui, non è riuscito a fare il DJ svedese.

«Il caso di Avicii è davvero triste, uno dei più tristi della storia della musica elettronica. […] Non tutti sono fatti per il successo: per avere questo tipo di attenzione. Ho sentito molti miei amici DJ dire che per vincere lo stress dovevano bere mezza bottiglia di superalcolico per suonare davanti alla gente. Che è strano: se bevi così, morirai».

Vero nome Christophe Le Friant, Bob Sinclar fa ballare da anni il mondo sulle sue note, a metà tra l’house e l’hip-hop. Ha iniziato a suonare nel 1987 ed è stato subito chiaro che quello che stava entrando nel mondo della musica era un visionario: inizialmente si faceva chiamare “Chris The French Kiss”, e solo in seguito decise di virare su Bob Sinclar. Ha raggiunto la fama mondiale nel 2005, con il singolo “Love Generation” e da allora ha sfornato una hit dopo l’altra. Oggi – con nove dischi e una raccolta all’attivo – è considerato uno degli artisti migliori del panorama internazionale.

L’intervista completa a Bob Sinclair la trovate nel numero di giugno di Billboard Italia.

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