Buon compleanno bancomat

Il 27 giugno 2017 il bancomat compie cinquant’anni. Nacque grazie all’idea di un ingegnere arrivato in banca con un minuto di ritardo

Fonte: Twitter

Il 27 giugno 2017, il bancomat compie 50 anni. Era infatti il 1965 quando John Shepherd-Barron, ingegnere scozzese presto la tipografia “De La Rue”, specializzata in francobolli e banconote, giunse allo sportello della filiale con un minuto di ritardo e lo trovò chiuso. Per questo motivo, non fece in tempo a ritirare il denaro e dovette rinunciare allo shopping che aveva previsto per il weekend.

Estremamente deluso, Shepherd-Barron si consolò comprando, con i pochi spiccioli rimasti nelle sue tasche, una barretta di cioccolato presso un distributore automatico per strada. Fu allora che ebbe un lampo di genio: se era possibile comprare quasi qualsiasi articolo presso una macchinetta simile, cosa avrebbe impedito di utilizzare lo stesso sistema per il prelievo di denaro?

Dal primo prototipo al primo bancomat

Il lunedì immediatamente successivo, Shepherd-Barron espose la propria idea al direttore della banca. Questi si decise per la commissione di un prototipo di distributore automatico di contanti (o ATM, Automated Teller Machine). Il primo bancomat della storia venne attivato due anni più tardi, il 27 giugno 1967, presso la filiale di Enfield della Barclays Bank di Londra.

Due giorni dopo ne fu aperto un secondo in Svezia, precisamente ad Uppsala. Fu proprio la denominazione svedese, “bankomat”, quella che maggiormente si diffuse in tutta l’Europa. Nel giro di due settimane, la Westminster Bank di Londra ne inaugurò un altro e, in poco tempo, un’idea nata per caso rivoluzionò per sempre le banche di tutto il mondo e la vita dei loro clienti.

I precedenti e le innovazioni successive

L’automazione delle operazioni di banca era in realtà iniziata già da qualche anno, e in particolare nel 1960, quando Luther George Simjian installò in una banca di New York il Bankograph, ovvero una macchina per depositare assegni e denaro contante che emetteva una ricevuta consistente in una fotografia del versato. Idee analoghe si stavano sviluppando anche in banche svedesi e giapponesi.

Nel 1969, due anni dopo l’inaugurazione del primo bancomat, iniziarono ad arrivare le prime carte magnetiche, simili a quelle che ancora oggi conosciamo e utilizziamo. Inizialmente, il PIN ideato da Shepherd-Barron era a sei cifre, ma sua moglie gli fece notare che era difficile da memorizzare e gli consigliò di ridurle a quattro.

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