Calza della Befana, le origini della tradizione

La Befana si alzerà in volo, come di consueto, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio: ma da dove nasce la tradizione centenaria delle calze?

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Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio la Befana si alza in volo a bordo della sua scopa e porta doni ai bambini, infilandoli nelle calze che hanno lasciato appese al camino (o dove possibile): soprattutto dolci, ma anche giocattoli. Ma da dove nasce la tradizione della calza della befana?

La tradizione della Befana, che sarebbe una corruzione lessicale del termine Epifania, nasce come festa pagana tra il X e il XI secolo A.C, legata all’agricoltura e a riti propiziatori per i raccolti: ereditata dai Romani e inserita nel loro calendario, celebra il periodo fra la fine dell’anno solare e la ricorrenza del Sol Invictus.

In epoca cristiana, la Befana è stata identificata con una vecchietta a cui i re Magi avrebbero chiesto indicazioni per trovare la capanna di Gesù, ma che avrebbe rifutato loro l’aiuto: pentita poi del suo gesto, avrebbe iniziato a girare le case cercando i bambini e lasciando loro dolci e regali, per espiare il suo peccato.

La tradizione della Befana è molto sentita nell’Italia centrale e soprattutto a Roma, dove ancora oggi (almeno fino all’arrivo del Covid, che quest’anno lo renderà impossibile) le famiglie festeggiavano l’arrivo della vecchina a Piazza Navona, fra giostre e bancarelle.

Ma perché si regala la calza per la Befana? Una leggenda dice che Numa Pompilio, uno dei famosi sette re di Roma, avesse l’abitudine di appendere durante il periodo del solstizio d’inverno una calza in una grotta per ricevere doni da una ninfa. Sono passati tanti secoli, la tradizione della calza resta, ma c’è chi l’ha stravolta pensando ad una calza alternativa per tutta la famiglia. Non un calzino, ma un portateglia che contiene all’interno dolci e prelibatezze salate. Voi preferite la tradizione o la novità?

 

 

 

 

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