Camminare all'indietro fa bene #lodicelascienza

Mai sentito parlare di retro running? Invece di camminare o correre in avanti lo si fa all’indietro: i benefici sono innumerevoli per mente e corpo

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Vi annoiate sul tapis roulant e volete cercare un allenamento più creativo? Vi consigliamo allora di praticare la cosiddetta retro running, o reverse running, che consiste in una camminata più o meno veloce all’indietro.

I benefici sono comprovati da una serie di studi che esaltano diverse qualità di questa disciplina che a prima vista può sembrare bizzarra agli occhi dei profani: oltre a ridurre la noia, la retro running ci permette di assumere la corretta postura perché ci obbliga a stare con la schiena dritta e non protesi in avanti come succede quando corriamo in avanti.

Inoltre è stato dimostrato che questo tipo di camminata minimizza l’impatto sulle articolazioni riducendo il carico ai danni di ginocchia e caviglie, senza contare che è più efficace nel perdere peso. Addirittura sembra che faccia bruciare il 30% di calorie in più rispetto alla semplice corsa in avanti (anche il bagno caldo aiuta a perdere peso? Ecco quante calorie si bruciano).

Se questi motivi non sono ancora sufficienti per convincervi ad adottare il nuovo metodo di allenamento, ne aggiungiamo un altro: camminare all’indietro fa molto bene anche alla memoria, come hanno fatto sapere i ricercatori dell’Università di Roehampton, in Inghilterra, che hanno condotto esperimenti su centinaia di volontari.

A capo dello studio, i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista Cognition, il dottor Aleksandar Aksentijevic che insieme al team ha chiesto ai partecipanti di memorizzare alcuni fotogrammi di video, un elenco di parole e una serie di immagini e poi di eseguire alcuni esercizi come camminare in avanti, all’indietro, restare fermi o soltanto immaginare di muoversi avanti e indietro.

È emerso che chi ha camminato indietro o anche solo pensato di farlo ha ottenuto risultati migliori: gli esperti hanno chiamato questa reazione “viaggio mnemonico nel tempo” (lo stesso procedimento aiuta a dormire meglio e prima, ecco come funziona).

La retro running, dunque, è in grado di aiutarci a recuperare informazioni attraverso una sorta di viaggio mentale a ritroso.

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