Campi Flegrei, il rumore che spiega cosa sta succedendo

Il ‘rumore’ che sale dalle fumarole è stato studiato dai ricercatori.

25 Novembre 2021
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Fonte: 123RF

L’area dei Campi Flegrei è al centro di uno studio condotto dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che si è concentrato, in particolare, sui rumori emessi dalle fumarole. Questo rumore sismico, infatti, è estremamente prezioso per capire cosa sta succedendo a chilometri di profondità sotto la superficie terrestre ma anche per conoscere meglio la struttura rocciosa e gli stessi fenomeni vulcanici.

L’indagine ha coinvolto un team internazionale con studiosi dall’Italia e dalla Germania e ha potuto contare su nuove e sofisticate tecnologie. L’università di Magonza, infatti, ha messo a punto una tecnica di imaging grazie alla quale i diversi tipi di rumore sismico sono stati messi a confronto con i movimenti dei fluidi nella caldera. Sarebbero stati proprio questi, ad alta pressione, a determinare i fenomeni vulcanici più recenti dei Campi Flegrei.

Come succede anche coi venti e con le onde oceaniche, i rumori che si possono avvertire sulla superficie, dunque, sono riconducibili a una serie di processi che avvengono anche molto in profondità. Da qui, l’importanza del loro studio che permetterebbe di comprendere meglio tali fenomeni e soprattutto di prevederne l’evoluzione per poter mettere in atto anche interventi di sicurezza. Mappare un’area attiva come i Campi Flegrei, quindi, può essere una risorsa preziosa per la scienza tanto quanto per la cittadinanza.

I ricercatori hanno proceduto alternando attività in loco e simulazioni che hanno confermato la relazione tra rumori sismici e movimenti dei fluidi profondi. Le registrazioni mostrano come le onde, penetrando nella caldera, cambino direzione e ciò è importante per analizzare sia la struttura del vulcano sia la sua attività.

I cambiamenti di direzione delle onde che sono stati intercettati nel 2019, per esempio, sono stati rilevati nel momento in cui i fluidi hanno toccato strati più superficiali. I terremoti che ne sono seguiti ne sarebbero, per i ricercatori, la conseguenza. Conoscere meglio i rumori sismici e i dettagli sulla propagazione potrebbe essere decisivo nel futuro ma il percorso di approfondimento è ancora lungo.

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