Cancellare la memoria a breve termine non è roba da film

Lo abbiamo visto in "Men in black", ma da uno studio dell'Università di Kyoto scopriamo che la tecnologia è alla portata degli umani

Lo abbiamo visto tutti nel film del 1997, con Will Smith e Tommy Lee Jones: fra le tanti dotazioni straordinarie in possesso dei Men in black, il reparto speciale che si occupa di avere a che fare con forme di vita aliena (in America stanno iniziando a farsi delle domande…) c’era anche una sorta di torcia con un flash in grado di cancellare la memoria a breve termine di chi veniva investito dal suo raggio.

Esiste nella realtà un dispositivo in grado di “sparafleshare”, per dirla con Will Smith, la memoria altrui? No, e per fortuna aggiungeremmo. Esiste però una ricerca condotta dall’Università di Kyoto sui topi, ancora in fase sperimentale, durante la quale gli scienziati sono riusciti a manipolare la memoria degli animali con un sistema neurale-ottico.

I topi sono stati fatti entrare in una scatola buia, al cui ingresso venivano colpiti da una leggera scossa, che li agitava e li rendeva ansiosi: dopo il trattamento sperimentale, i topi si sono dimenticati della scossa e sono rientrati con tranquillità nella scatola. Come funziona?

I ricordi vengono consolidati nel sonno grazie al LTP, Potenziamento a Lungo Termine: gli scienziati di Kyoto hanno usato l’illuminazione su alcuni neuroni per impedire la produzione della cofilina, una proteina essenziale per il Potenziamento a Lungo Termine. Lo hanno fatto iniettando nei topi una proteina capace di disattivare la cofilina se esposta alla luce: a quel punto illuminando due volte il cervello degli animali, subito dopo l’ingresso nella scatola e poi nel sonno, la memoria a breve termine dei topi è stata cancellata.

I risultati di questa ricerca hanno meravigliato gli stessi scienziati che l’hanno condotta, i quali si augurano che in futuro grazie a questi dati si possano sviluppare terapie mirate per disturbi mentali gravi: chiaramente non è stato mai sperimentato sul cervello umano, ma come sappiamo le attinenze con quello dei topi sono molteplici, tanto che da anni questi animali vengono usati in ricerca per studiare la memoria umana e i suoi meccanismi.

 

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