Cecilia, la prima lupa nel Parco Regionale dei Colli Euganei

Le videocamere della Forestale di Montegrotto Terme hanno intercettato il primo esemplare di lupo nel Parco Regionale dei Colli Euganei: ecco Cecilia.

4 Febbraio 2021
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La notizia è freschissima e arriva dal Parco Regionale dei Colli Euganei. Nelle ultime ore, le videocamere dei Carabinieri Forestali di Montegrotto Terme hanno individuato per la prima volta un esemplare di lupo nella zona sud. Grazie alle fototrappole disseminate nell’area, è stato possibile documentare la presenza dell’animale che, a fine novembre, aveva attaccato un cagnolino.

Da allora, il sospetto ha convinto la Forestale a coordinare il personale del Parco in modo da intercettare il canide. Ed ora ecco la prova definitiva: riconosciuto sulla base dei caratteri fenotipici, si tratta del primo lupo sul territorio. Anzi, di una lupa che si aggira nell’area probabilmente già da ottobre dello scorso anno. Il monitoraggio continuo permetterà ora di controllare l’esemplare in modo da chiarirne anche la provenienza.

Stando alle informazioni raccolte, Cecilia – questo il nome dato alla lupa – sarebbe un esemplare in dispersione che si è allontanato dal branco in cerca di un nuovo territorio da occupare. Attraverso un comunicato stampa, il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Padova, Ten. Col. Federico Corrado, fa sapere che “l’impegno dell’Arma sarà a 360 gradi”.

La presenza del lupo “all’interno del Parco – continua Corrado – è una realtà e questo implica un maggiore impegno da parte dei Carabinieri Forestali per la sua salvaguardia e dell’Ente per la sua gestione. Si tratta di una specie particolarmente protetta, tutelata sia da norme nazionali (legge sul prelievo venatorio) che internazionali (Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie in via di estinzione) […]

Ora l’impegno sarà massimo e l’auspicio è di una stretta sinergia operativa ed informativa fra tutti gli attori, professionisti e cittadini, anche in virtù di una futura e quanto imminente fase di campionamento e monitoraggio”, si legge ancora. Infine, le rassicurazioni ai cittadini: la permanenza di Cecilia non deve essere motivo di paure perché non è pericolosa per l’uomo

Anzi, “va letta senz’altro positivamente in quanto rappresenta un fattore di arricchimento della biodiversità e può rappresentare un importante elemento naturale di equilibrio per tenere sotto controllo la fauna selvatica, soprattutto il cinghiale, che da tempo rappresenta un pericolo per gli automobilisti e causa di ingenti danni alle produzioni agricole”.

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