Centro Italia, tre forti scosse poi un lungo sciame sismico

Almeno 50 scosse di lieve magnitudo nelle due ore dopo l'ultima forte

Roma, 18 gen. (askanews) – Una lunga serie di scosse sismiche di minore entità ha fatto seguito nel centro Italia ai tre eventi sismici che questa mattina, nel giro di un’ora, hanno nuovamente colpito la provincia dell’Aquila, ora coperto di neve: il terremoto di magnitudo 5.1 delle 10.25, quello di magnitudo 5.5 delle 11.14 e quello di magnitudo 5.4 delle 11.25.

L’epicentro è stato poco più a sud di Amatrice, distrutta il 24 agosto da un primo sisma che ha iniziato la sequenza, tra Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno, ma il sisma è stato avvertito fino a Roma, Napoli e Firenze.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) non ha registrato nessuna scossa oggi in provincia dell’Aquila fino al primo terremoto delle 10.25, poi 24 scosse di lieve entità (magnitudo attorno al 2.5) nella stessa provincia dell’Aquila, oltre che nella provincia di Rieti e di Macerata. A cinquanta minuti dalla prima scossa forte, alle 11.14, la seconda scossa forte (5.5), e, nei dieci minuti successivi, fino alla terza e ultima delle scosse superiori a magnitudo 5 (quella delle 11.25, magnitudo 5.4) altre sei scosse, quasi tutte in provincia dell’Aquila e tre delle quali con magnitudo superiore a 4 (4.7 alle 11.15, 4.6 alle 11.16 e 4.0 alle 11.24). Da allora, un lungo sciame sismico che ha colpito quasi sempre la provincia dell’Aquila e in qualche caso quella di Rieti con scosse di bassa magnitudo ogni pochi minuti (50 scosse solo nelle due ore successive), con solo due eventi, alle 11.39 e alle 12.07, di magnitudo 4.1.

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