"Che faccio, evado?" Durante il terremoto un ragazzo ai domiciliari chiama i carabinieri

Evado o no? Il dilemma di un giovane ventiseienne di Accumoli, Dario Cecchetti, che ha deciso di chiamare la caserma dei carabinieri per chiedere come comportarsi

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Fonte: Wikimedia

E’ successo anche questo. Durante il terremoto del 24 agosto Dario Cecchetti, giovane di 26 anni e agli arresti domiciliari per furto d’auto, si è trovato di fronte un bivio: approfittare della situazione o no? Salvarsi la vita e fuggire rischiando di prendere 3 anni di carcere per evasione oppure  rischiare di morire e rispettare la legge?

Rispondere a questa domanda non è stato semplice come poteva sembrare per molti. Così Dario Cecchetti con grande lucidità ha deciso di rispettare la legge. Infatti, durante la notte del terremoto non appena le pareti di casa hanno cominciato a tremare a Fonte del Campo, frazione di Accumoli, ha subito chiamato la caserma dei carabinieri per chiedere loro cosa fosse meglio fare e come comportarsi in questa situazione tanto disperata.

La risposta dei carabinieri? “Ti faremo sapere”. Anche per loro d’altronde la situazione era disperata: pareti che crollavano e caserma subissata da richieste di aiuto provenienti da ogni dove. Inoltre, ad Accumoli si sono registrate le scosse più forti essendo stato l’epicentro del terremoto.

La decisione di Giacchetti ha una motivazione alle spalle. Gli rimangono 2 mesi di domiciliari e non vuole rischiare di prendere un’altra condanna, stavolta per evasione. Uscendo dalla propria abitazione per salvarsi la vita, infatti, rischierebbe dai sei mesi ai tre anni. Così confida al Corriere della Sera: “Resto qui dentro finché non arriva qualcuno e se nel frattempo mi crolla in testa la casa vorrà dire che è venuta la mia ora”. E Continua: “Ho fatto tanti errori nella mia vita, ora non voglio più sbagliare”.

Giacchetti rimane per ben tre giorni in casa rischiando la vita. Dopo questi una pattuglia della Guardia di Finanza lo preleva e lo porta nel campo di Accumoli, da cui ovviamente non può uscire. Continuano quindi i due mesi di libertà vigilata sempre ad Accumoli.

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