Chi è Mabel McVey, cantante di "Bedroom" e figlia d'arte

Scopriamo chi è Mabel McVey, cantante di "Bedroom", ma soprattutto figlia del produttore dei Massive Attack

Fonte: Facebook

Mabel McVey è una delle nuove stelle della musica internazionale e molti sono convinti che potrebbe essere la prossima Beyoncé. Classe 1996, è conosciuta con il nome d’arte di Mabel, ma è il suo cognome ha raccontarci qualcosa di più su di lei.

L’artista infatti è la figlia di Cameron McVey, celebre produttore dei Massive Attack, e di Neneh Cherry, famosa rapper e cantante svedese arrivata al successo con brani come “Buffalo Stance” (con cui ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards) e “I’ve got U Under My Skin” (remake della canzone di Cole Porter).

Mabel è cresciuta immersa nel mondo della musica. Nata a Malaga, in Spagna, si è trasferita in Svezia quando era ancora molto piccola. Oggi vive a Londra, dove ha iniziato la sua carriera musicale nel 2015. Il suo singolo di debutto si intitola “Know Me Better”, in seguito ha pubblicato la canzone “Finders Keepers” in collaborazione con Kojo Funds, lavorando per molto tempo con il produttore discografico e cantante Joel Pott.

Nel 2017 ha raggiunto la fama internazionale con “Bedroom” e ora sta lavorando al suo primo album di debutto. Mabel ha raccontato di essersi sempre ispirata a Beyoncé e Lauryn Hill delle Destiny’s Child. Peccato che in Svezia i ragazzi avessero idoli musicali molto diversi, per questo la cantante si sentiva fuori luogo e uncool. “Quando sono arrivata a Londra mi sono sentita finalmente libera” ha spiegato. L’arrivo nella città inglese ha consentito a Mabel di allontanarsi anche dalla presenza ingombrante dei due genitori. Il successo artistico del padre e della madre infatti hanno spinto la cantante ad attendere molto tempo prima di tentare la carriera solista.

“Ho pensato che se avessi trovato un manager e ottenuto un contratto discografico da sola mi sarei liberata delle mi insicurezze legate ai mie genitori – ha raccontato Mabel – […] sarò sempre figlia loro, ma un giorno non conterà più”.

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