Chi ha inventato l'alfabeto Braille?

Chi ha inventato il Braille, alfabeto utilizzato dalle persone non vedenti per riuscire a leggere sfruttando il tatto? Ecco tutto quello che c'è da sapere a riguardo

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Fonte: flickr

Chi ha inventato il Braille, metodo di scrittura che permette anche alle persone ipovedenti di leggere sfruttando l’uso del tatto? Forse non tutti sanno che questa semplice trovata ha davvero rivoluzionato il mondo della cecità, migliorando enormemente la qualità di vita di tutte quelle persone i cui problemi di vista erano tali da impedire loro di riuscire a fruire autonomamente della comunicazione scritta.

Prima di rispondere alla domanda che chiede chi ha inventato il Braille, vediamo nello specifico di cosa stiamo parlando. Questo particolare alfabeto consiste in un insieme di punti la cui combinazione viene ad indicare una particolare rappresentazione fonemica: fino alla sua invenzione alle persone affette da cecità venivano offerte pagine realizzate mettendo in rilievo le comuni lettere dell’alfabeto. Non è difficile capire come tale sistema fosse davvero di complessa fruizione: decodificare la scrittura era arduo e soltanto le persone con un tatto più raffinato potevano riuscirci con disinvoltura.

Vediamo ora chi ha inventato il Braille: la storia di questo visionario creatore è davvero affascinante. Louis Braille nacque a Coupvray, cittadina del Nord della Francia nel 1809. Suo padre era un sellaio ed il bambino amava molto tenergli compagnia nelle ore di lavoro. Purtroppo, quando Louis aveva solo tre anni, alcune scintille colpirono i suoi occhi, rendendolo cieco per sempre.

Louis, allora, venne mandato all’Istituto Reale dei Giovani Ciechi, scuola fondata da Valentin Hauy dedicata all’educazione dei ragazzi ipovedenti. Qui Braille si distinse per i suoi meriti scolastici: basti pensare che il metodo di lettura che porta il suo nome è stato ideato dal ragazzo a soli sedici anni. Louis, infatti, si rese subito conto di come il sistema di lettura vigente all’epoca fosse troppo limitato e complesso perché le persone prive della vista potessero comunicare agevolmente in forma scritta.

Il suo codice, invece, è semplice, accessibile a tutti e facilmente apprendibile: nel giro di pochi anni diventò il sistema più utilizzato dagli ipovedenti di tutto il mondo. I meriti di Louis vennero riconosciuti dalle autorità francesi: basti pensare che chi ha inventato il Braille riposa dal 1852 nel Pantheon di Parigi, mausoleo che accoglie i resti delle persone che sono riusciti a lasciare il segno nella società francese con la loro opera.

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