Chi nasce in inverno vive più a lungo, il motivo incredibile

Secondo una ricerca spagnola, i bambini che nascono in inverno hanno una aspettativa più lunga di chi nasce nei mesi caldi. Ecco perché

16 Dicembre 2021
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I dati ISTAT parlano chiaro: nei primi 9 mesi del 2021 le nascite in Italia sono 12.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020, un record negativo per la natalità nel nostro paese che continua ad invecchiare, complici anche l’incertezza lavorativa, la pandemia e la mancanza di servizi e strutture adeguate per i genitori e i loro figli.

Al netto di ciò, chi si trova in procinto di partorire può accantonare per un momento tutte le preoccupazioni che ben conosciamo e concentrarsi su una bella notizia: secondo la scienza chi nasce in inverno, vive più a lungo.

Lo conferma una ricerca effettuata da un gruppo di scienziati dell’Università di Valencia e pubblicata sul Journal of the Royal Statistical Society. Il gruppo di ricerca guidato da Jose M. Pavìa e Josep Lledo‘ ha analizzato a fondo più di 180milioni di eventi demografici tenendo conto della data di nascita e di quella di decesso fino a giungere a questa conclusione.

I dati si riferiscono al periodo che va dal 2005 al 2008 e prendono in considerazione anche immigrazioni e emigrazioni dalla Spagna. Il team è giunto alla conclusione che i nati in estate hanno una aspettativa leggermente inferiore di chi nasce nei mesi freddi perché i tre trimestri dopo la nascita – quelli di adattamento, i più difficili – sono l’autunno, l’inverno e la primavera.

Le tre stagioni offrono condizioni ambientali e climatiche più sfavorevoli: le temperature basse favoriscono per esempio l’insorgere di febbre e malanni di stagione. Chi al contrario nasce in inverno, ha tutto il tempo di affrontare i mesi più delicati coccolato dal tepore dei primi caldi, fare il pieno di vitamina D grazie ai raggi solari e crescere così in modo più sereno.

L’autore a capo della ricerca su vasta scala ha affermato che lo studio può avere serie “ripercussioni sulla gestione dei servizi pensionistici, sulla pianificazione degli interventi di salute pubblica e sulle valutazioni dei piani assicurativi“.

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