Chi si lamenta sempre danneggia anche te, lo dice la scienza

Quando ci lamentiamo o ascoltiamo lamentele non stiamo solo sprecando il nostro tempo, ma danneggiamo anche aree del nostro cervello

Fonte: Instagram

Le continue lamentele, soprattutto se ascoltate in modo passivo, rendono assonnati e di cattivo umore: questo è risaputo. Ma quello che molti non sanno è che l’ampiezza dei problemi provocati potrebbe estendersi ben oltre l’umore del momento e provocare veri e propri danni cerebrali nel ricevente. Chiacchiere non costruttive e lagnanze, infatti, sono il risultato di un atteggiamento arcaico che ha come scopo quello di liberarsi di stati emotivi opprimenti.

A farne le spese, però, è chi subisce l’influsso passivo di tali lamentele. Esse, difatti, producono onde magnetiche le quali spengono letteralmente i neuroni dell’ippocampo, i quali hanno, tra l’altro, la funzione di risolvere i problemi. L’esposizione a chiacchiere o negatività varie, che duri più di mezz’ora, è nociva per il cervello, sia che provenga da persone reali sia che sia un prodotto dei media.

Evitare le chiacchiere vuote

La buona notizia è che queste lagnanze possono spesso essere evitate; la cattiva, invece, è che non sempre avremo voglia di farlo. Infatti, la televisione, primo media a diffondere chiacchiere che non arricchiscono in alcun modo la conversazione né l’ascoltatore, può essere spenta ogni volta che l’ascoltatore, reso consapevole, lo nota. Una persona in carne e ossa non può chiaramente essere “spenta”, ma possiamo sempre invitarla a respirare profondamente per calmarsi.

Ciò che però dobbiamo valutare è che la lamentela è diventata una parte così importante della nostra vita quotidiana che, inconsapevolmente, ne siamo divenuti assuefatti. Spesso le persone non sono consapevoli degli effetti negativi comportati dalle lamentela ed hanno davvero voglia di metterla in atto, interpretandola probabilmente come una sorta di sfogo.

Quando siamo noi a lamentarci

Di conseguenza, non solo a volte non saremo motivati a deviare la conversazione quando il nostro interlocutore si sta lagnando, ma saremo noi stessi a volerlo fare. Che cosa accade in questo caso? Le conseguenze potrebbero essere molto peggiori di quelle che immaginiamo. Con il consolidarsi dell’abitudine a lamentarsi, infatti, i neuroni si specializzano in contenuti di basso livello.

Così facendo, il cervello perde in inventiva, creatività, capacità di risolvere le difficoltà e le situazioni critiche. Tutte queste abilità sono, invece, proprie di un cervello in movimento, volto a creare, proprio delle persone consapevoli che alla lamentela preferiscono il pensiero attivo, in grado di trasformare le crisi in opportunità.

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