Cibo caduto in terra: la regola dei 5 secondi è vera?

La regola dei 5 secondi sul cibo caduto a terra è attendibile? Secondo un ingegnere della NASA sì, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Cerchiamo di scoprire la verità

Fonte: pixabay

Cibo caduto a terra: la regola dei 5 secondi è vera? Secondo questa teoria, quando un alimento cade a terra può essere comunque mangiabile se viene raccolto entro 5 secondi. Infatti, stando a questa regola popolare, i batteri per contaminare il cibo impiegano più di questo lasso di tempo. L’ingegnere della NASA, Mike Meacham, ha condotto un’inchiesta per capire se la regola dei 5 secondi sia attendibile o meno. L’ingegnere è il protagonista di un video che è andato in onda sulla programma scientifico The quick and the curious, che viene trasmesso sul canale satellitare Discovery Channel. L’ingegnere, munito di un vassoio di cookies, è andato in giro a chiedere ai passanti se credevano o meno alla regola dei 5 secondi.

La maggior parte delle persone si è rifiutata di mangiare il biscotto che Mike ha fatto cadere a terra, mentre qualcuno non si è lasciato spaventare dalla presenza di batteri o microbi. Secondo l’ingegnere della NASA, per alcuni cibi la famosa regola sarebbe attendibile, mentre per altri no. In particolar modo, l’ingegnere ha dichiarato che per una questione di sicurezza è sconsigliabile evitare di mangiare del cibo umido caduto a a terra. Infatti, secondo alcune ricerche pare che molti batteri pericolosi come ad esempio l’escherichia coli, la salmonella o la listeria, favoriscono gli ambienti umidi in quanto possono moltiplicarsi in maniera più rapida e veloce, rispetto agli ambienti asciutti.

Questa teoria può essere applicata non solamente ai cibi umidi, ma anche alle superfici. Al contrario, secondo le ricerche condotte dall’ingegnere, pare che se un cibo cade su una superficie asciutta può essere mangiato qualora venga raccolto da terra entro 5 secondi. Il cibo caduto a terra e raccolto dopo 30 secondi, può essere contaminato 10 volte di più rispetto ad un alimento raccolto entro 5 secondi. Tuttavia, nonostante le rassicurazioni dell’ingegnere della NASA, uno studio americano condotto qualche mese fa smentisce la regola dei 5 secondi. Stando ai risultati raccolti dai ricercatori, pare che la maggior parte dei batteri, anche i più pericolosi, siano in grado di contaminare un alimento anche in meno di un secondo.

Lo studio in questione è stato condotto dai ricercatori della Rutgers University negli Stati Uniti; a capo del progetto c’è il dottor Donald Schaffner. La ricerca universitaria è stata pubblicata sulla rivista scientifica American Society for Microbiology. Il dottor Donald Schaffner, all’interno della pubblicazione ha dichiarato che lo scopo era quello di sfatare questa credenza popolare molto diffusa, grazie a dei risultati di valenza scientifica. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno analizzato 4 tipi di superfici diverse; i test sono stati effettuati su una superficie di acciaio inossidabile, una in piastrelle di ceramica, una di legno e su una moquette.

Inoltre, gli scienziati hanno utilizzato quattro tipologie di cibi, ovvero il cocomero, il pane, le caramelle gommose e una fetta di pane cosparsa di burro. Infine, hanno analizzato quattro diversi lassi di tempo nei quali il cibo è stato a contatto con le superfici, ovvero un secondo, 5, 30 e 300 secondi. I ricercatori si sono soffermati sul batterio Enterobacter aerogenes, molto simile alla salmonella. Questo batterio può essere molto pericoloso per la salute dell’organismo in quanto può provocare infezioni del tratto urinario, delle vie respiratorie, della pelle. In alcuni casi può portare anche ad artrite settica. Le ricerche sono durate mesi e mesi ed ogni test effettuato su questo batterio è stato ripetuto per almeno 20 volte per ogni tipo di superficie e alimento.

I ricercatori hanno così ottenuto circa 2560 misurazioni che sono state analizzate una ad una, fino ad ottenere i risultati pubblicati sulla rivista scientifica.
Anche in questo caso è emerso che i cibi e le superfici umide favoriscono la contaminazione da parte dei batteri; il dottor Schaffner ha spiegato che i batteri non sono dotati di gambe, per cui per muoversi sfruttano l’umidità presente nell’ambiente circostante. Proprio per questo motivo, più il cibo venuto a contatto con la superficie è umido e più aumenta il rischio di trasferimento del batterio. La superficie che favorisce una maggiore contaminazione è risultata quella in piastrelle di ceramica e quella di acciaio inox.

Al contrario, pare che la moquette abbia una velocità di trasferimento di batteri molto minore rispetto alle altre prese in considerazione. In seguito alle analisi condotte, il dottore ha precisato che queste tre varianti analizzate, ovvero la tipologia di alimento, la superficie di contatto e il lasso di tempo, sono di uguale importanza per stabilire se un cibo raccolto da terra sia contaminato o meno. Il dottore ha concluso le sue osservazioni dichiarando che la regola dei 5 secondi non è attendibile, in quanto alcuni alimenti cadendo su particolari superfici possono essere contaminati da batteri anche in meno di un secondo e che quindi è sconsigliabile mangiare cibo caduto a terra.

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