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Clamorosa idea anti-biscotto: la Fifa vuole eliminare i pareggi

Mai più Svezia-Danimarca: la rivoluzione parte dai Mondiali di calcio.

Fonte: Getty Images

Ahinoi, sappiamo bene che in termini calcistici il 'biscotto' non stia certo a indicare una dolce pietanza da inzuppare nel latte a colazione. Noi italiani abbiamo provato sulla nostra pelle quel 2-2 di Svezia-Danimarca che si tradusse in eliminazione per la compagine guidata da Giovanni Trapattoni agli Europei del 2004.

Ma quello in salsa scandinava non è stato l’unico 'biscotto' che la storia del calcio ricordi. Celebri sono anche Brasile-Norvegia 1-2 (Mondiali 1998), Argentina-Romania 1-1 (Mondiali 1990), Spagna-Malta 12-1 (qualificazioni Europei 1984), Austria-Germania Ovest 1-0 (Mondiali 1982), Argentina-Perù 6-0 (Mondiali 1978).

La Fifa però vuole porre fine a questa pratica. E lo vuole fare con una rivoluzione, a partire dai campionati mondiali di calcio. Il prossimo 9 e 10 gennaio, infatti, quando ai riunirà il Consiglio della Fifa, verrà discussa una riforma che stravolgerebbe il calcio: abolire il pareggio nella fase a gironi dei Mondiali.

In alternativa, con il risultato di parità al 90’, si sta pensando di passare direttamente ai calci di rigore per decretare un vincitore. Va ancora capito se, nel caso in cui la proposta venisse approvata, la squadra vincitrice dal dischetto conquisterebbe comunque 3 punti oppure solo 2. In questo modo, assicurano i promotori della riforma, è molto più difficile che due nazionali concludano il girone a pari punti affidando così il passaggio del turno alla differenza reti (e così si limiterebbero anche i casi come quello di Argentina-Perù 6-0 del ’78).

Ma non è tutto, perché in quelle date la Fifa discuterà di un’altra importante modifica: l’allargamento dei Mondiali a 48 nazionali, che verrebbero poi divise in 16 gironi da 3 squadre, da cui verrebbe eliminata solamente l’ultima classificata.

La Fifa punta certo ad aumentare lo spettacolo e a cercare di eliminare i casi di 'biscotto'. Forse però dovrebbe fermarsi un attimo a riflettere se sia la strada giusta: il rischio di stravolgere il calcio (o perlomeno i Mondiali) è dietro l’angolo.

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