Clamoroso in Inghilterra: pur di non retrocedere l'allenatore torna a giocare

Il tecnico del Notts County, vecchia gloria del calcio inglese, ha deciso di tirare giù gli scarpini dal chiodo e combattere coi suoi giocatori.

Gli scarpini erano appesi al chiodo? Fortunatamente, perlomeno, erano a portata di mano, visto che un allenatore, nonché vecchia gloria del calcio inglese, ha allungato il braccio e li ha tirati giù dalla parete, pronto a calzarli di nuovo.

È la storia di Kevin Nolan, ex centrocampista cresciuto nel Liverpool (solo a livello giovanile) e poi diventato perno di Bolton, Newcastle e West Ham (e solo a fine carriera nel Leyton Orient, lo scorso anno). Ora a 34 anni e dopo una breve avventura proprio sulla panchina del Leyton Orient, ricopre il ruolo di allenatore del Notts County, formazione che milita nella League Two inglese – ovvero la quarta divisione albionica – con sede nella città di Nottingham, nonché club gemellato con la Juventus (l’amichevole di inaugurazione dello Stadium fu giocata proprio da queste due squadre) poiché la maglia della Vecchia Signora deriva proprio da quella degli inglesi i cui tifosi intonano tuttora il coro “It’s just like watching Juve” (“È proprio come guardare la Juve”).

Beh, veniamo al dunque: Nolan, pur di salvare il Notts County che occupa la quartultima posizione in classifica a un solo punto dalla caldissima zona retrocessione, ha deciso di tornare in campo a combattere al fianco dei suoi giocatori, tra le mura amiche del Meadow Lane così come in giro per il Regno Unito.

E la dirigenza che ne pensa? Il presidente Alan Hardy è molto entusiasta e divertito: “È sempre stata intenzione di Nolan quella di registrarsi come calciatore – ha dichiarato il patron tramite il sito web ufficiale delle Magpies. Sono felice di confermare che abbiamo completato le formalità del caso. Quando sarà pronto sono sicuro che avremo con noi, se non il migliore, uno dei migliori centrocampisti del campionato”.

Intanto il mister si è già registrato come ‘giocatore’. Non resta che attendere il momento del suo esordio.

Nulla a che vedere, comunque, con il ‘metodo-Mourinho’.

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