Colpo di fulmine all'aeroporto, lieto fine grazie al sindaco

“Caro Sindaco, sono una ragazza a lei sconosciuta, mi chiamo Chiara e ho 24 anni. Le scrivo perché quest’anno il mio Babbo Natale, in ritardo, potrebbe essere proprio lei”.

Comincia così la lettera che alcune settimane fa ha ricevuto il sindaco di Alghero, Mario Bruno, condivisa sul proprio profilo di Facebook:

In sintesi, Chiara, il 23 dicembre scorso, si è innamorata a prima vista di un ragazzo, da lei chiamata Alessandro, incrociato all’aeroporto di Pisa, in fila al gate.

La ragazza, però, prefissandosi l’obiettivo di trovarlo a tutti i costi, ha inviato la richiesta d’aiuto al sindaco della città verso cui si era diretto il suo ‘principe azzurro’ (a sua insaputa)

Com’era facile da immaginare, la storia ha fatto il giro di internet con un primo seguito, una nuova lettera di Chiara al primo cittadino di Alghero:

“Caro Sindaco, leggo tante cose in questi giorni. Fra cui una ‘finta’ risposta del fantomatico Alessandro pubblicata su un blog. Non sarà lui e forse non lo troveremo mai, ma ho scritto tramite un account senza nome alla redazione del blog. Non ho svelato la mia identità, sa già cosa penso del tam tam mediatico fino a questo punto, ma a conclusione di tutta questa storia è doveroso ringraziarla. Grazie per essersi attivato e per aver contribuito a rendere reale un sogno di una ragazza. Se dovessimo trovarlo veramente sarebbe una bella cosa, ma a chiusura di tutto le dico grazie per essere stato un amico, complice e un po’ papà. Buon lavoro e buona fortuna per tutto. La verrò a trovare ad Alghero! Un abbraccio a tutta la sua famiglia”.

Come accade nei film, però, ecco arrivare il lieto fine:

“Salve sindaco. Le scrivo riguardo l’annuncio riguardo al post di Chiara, che parla del suo innamoramento in aeroporto… credo di essere il fantomatico Alessandro della sua storia. Mi piacerebbe molto se ci potesse mettere in contatto, tutto ciò ha dell’assurdo. La ringrazio molto! … però mi deve rispondere! Capisco quante mail indesiderate le possono essere arrivate ma le chiedo solo di dire a Chiara un paio di cose (qualora foste ancora in contatto), per capire che sono veramente io: le mie cuffiette erano bianche, le strisce sulla giacca cammello erano rosse e la fascetta della macchina fotografica nera con dettagli gialli (fotocamera Nikon, unica imperfezione del suo racconto). La prego anche di restare discreto per cortesia, mi farebbe un favorone”.

“E così – ha commentato il sindaco –  Chiara e Alessandro (ma non si chiama Alessandro) ora sono in contatto. Si sono riconosciuti. Non sono impegnati con altri legami. Lei vive nella penisola, lui all’estero (ma è sardo). Vogliono restare anonimi e io non dirò niente di più a nessuno. Però li ho invitati presto ad Alghero”.

Vivranno felici e contenti?

Chissà… ma fa bene pensarlo, no?

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