Come gli X-Men: entro 100 anni avremo i primi super-umani

Se lo dicono gli esperti... Dal film X-men alla realtà. Tra 100 anni il pianeta sarà abitato dai primi super-umani

Tra meno di 100 anni, sembra che non dovremo più andare al cinema per vedere il film degli X- Men, dal momento che potremo avere tra noi i primi super-umani. I nuovi super-umani che potrebbero arrivare nel giro di 100 anni potrebbero utilizzare i prodotti farmaceutici, bioelettronica e la genetica sarà loro complice. Coloro che non possono permettersi i miglioramenti saranno in svantaggio.
Nel caso ciò dovesse succedere, sarebbe un grave danno per la società. Provate a immaginare una persona che sia in grado di giocare a tennis come Andy Murray, a pensare come Stephen Hawking e possa vivere fino a 150 anni. Un futuro che sembra essere spaventoso, sotto certi aspetti.

I miglioramenti dei nuovi super-umani

Con alcuni miglioramenti relativi alla genetica e alla bioelettronica, questa visione di esseri super-umani potrebbe diventare una realtà tra meno di 100 anni. Almeno questa è l’idea del professor Michael Bess, un esperto sugli impatti sociali e culturali, che, parlando al MailOnline, ha parlato di come questa tecnologia potrebbe accrescere il numero degli umani nel futuro.
L’esperto ha anche affermato che influiranno in questi super-umani degli elementi appartenenti a tre categorie, quali la farmaceutica, la bioelettronica e la genetica. Si stanno già usando i tre elementi e bisogna verificarne i risultati.
L’opinione dell’esperto
L’esperto, ovvero il professor Bess, afferma che “attraverso l’uso di farmaci, stiamo imparando come controllare i nostri stati d’animo, aumentare le nostre prestazioni fisiche e mentali, aumentare la nostra longevità e la vitalità. Attraverso l’applicazione di protesi, impianti, e altri dispositivi bioelettronici, non solo riusciamo a guarire la paralisi e la cecità, ma proviamo a riconfigurare il nostro corpo, migliorare i nostri ricordi, e cercare nuove modalità di interazione con le macchine.
Il professore Bess che ha anche scritto un libro dal titolo Make way for the super humans, insegna all’Università di Vanderbilt, in proposito, ammette che “attraverso gli interventi genetici, non si possono neutralizzare certe malattie, ma si può aprire alla possibilità di dare nuova forma alla mente e il corpo e cambiare alcuni meccanismi.

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