Come i sommozzatori recuperano gli oggetti dai fondali marini

I gondolieri sommozzatori volontari di Venezia hanno dato una dimostrazione in acqua

24 Dicembre 2021
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Vi siete mai chiesti come fanno i sommozzatori a recuperare gli oggetti dai fondali marini? Probabilmente no, in ogni caso la risposta arriva dai gondolieri sommozzatori volontari di Venezia. Costoro hanno dato vita a una speciale dimostrazione sul campo, anzi in acqua, ripulendo la piscina di acqua termale più profonda del mondo, Y-40® THE DEEP JOY a Montegrotto Terme.

Le acque naturali salsobromoiodiche di Y-40 hanno accolto Time to change, un momento di divertimento e sensibilizzazione per la cura del pianeta. Utilizzando le tecniche speciali con le quali abitualmente ripuliscono i canali della “Serenissima”, i gondolieri sommozzatori volontari di Venezia si sono immersi in acqua termale con una temperatura di 32-34°C recuperando copertoni, rottami, ma soprattutto forzieri con uno speciale “tesoro”, il contributo frutto della raccolta fondi in favore dell’Hospice pediatrico di Padova, realizzata in collaborazione con l’associazione Braccio di ferro Onlus.

Alla stessa maniera utilizzata nei canali di Venezia, dove contribuiscono a garantire la navigabilità, i gondolieri sommozzatori si sono immersi con attrezzatura e caschi idonei, raccomandati per le immersioni in acque biologicamente contaminate, a simulare la raccolta dei sedimenti condotta con apposite cime. Per l’occasione, hanno vestito anche i panni di un palombaro d’epoca.

“L’impegno di Y-40® nei confronti della sostenibilità è stato prerogativa della piscina fin dagli albori, –  fa sapere l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista della struttura – nel concepire la più profonda piscina totalmente riempita in acqua termale, in un ambiente completamente riscaldato dal calore della stessa acqua. Un perfetto esempio di ecosostenibilità destinato a subacquei ed apneisti che in maniera particolare sono da sempre focalizzati al rispetto dell’ambiente e soprattutto del loro habitat marino. In questa occasione il pensiero al nostro futuro è stato duplice e proiettato alle nuove generazioni sia dal punto di vista del mondo che abiteranno, sia per quello che sono le condizioni di vita dei più piccoli in difficoltà”.

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