Come sarà la pasta del futuro? Magica: cosa succede in cottura

La pasta del futuro si trasforma da bidimensionale a tridimensionale: lo studio americano sulla pasta piatta per essere eco-friendly

12 Gennaio 2022
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La pasta per gli italiani è sacra almeno quanto il calcio: siamo portatori sani di gusto e qualità in tutto il mondo e non ci batte nessuno se siamo chiamati a fare una carbonara, un risotto alla milanese o un ragù alla bolognese.

Ma in un futuro non troppo lontano potremo essere portati a dover accettare la pasta piatta. Avete strabuzzato gli occhi? Immaginiamo che la reazione sia più che legittima considerando che l’idea viene da oltreoceano dove le tradizioni culinarie sono molto meno radicate che in Europa e molto più soggette a rivisitazioni e stravolgimenti.

Da tre anni a questa parte un team di scienziati dell’Università di Pittsburgh sta lavorando ad uno studio sulla pasta bidimensionale che in cottura diventerà tridimensionale.

Lo scopo della ricerca “Dare forma alla pasta e oltre”, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista di settore Science Advances  non è affatto distruggere le nostre granitiche certezze quanto piuttosto rendere l’industria alimentare – e tutti i procedimenti legati al trasporto e packaging – più eco-sostenibile, riducendo tempi di cottura, tempi di imballaggio e emissioni di gas serra.

Ma come può la pasta piatta riuscire in questa missione? Oltre al pratico vantaggio che un minor tempo di cottura si traduce nella vita frenetica che viviamo tutti i giorni in un grande valore, e oltre al fatto che soltanto in Italia le emissioni di gas serra sono per l’1% imputabili proprio al momento in cui cuciniamo, i benefici su larga scala si vedrebbero nell’imballaggio: una confezione piatta – come quelle dei mobili – con meno aria all’interno, meno plastica da usare e meno tempo per sistemare gli imballaggi – faciliterebbe il compito dei trasportatori e il settore della grande distribuzione.

Sul gusto non possiamo ancora esprimerci ma ci atteniamo alle rassicurazioni del capo ricerca del Morphing Matter Lab della Carnegie Mellon University di Pittsburgh

Lining Yao e dei suoi collaboratori che hanno lavorato a scanalature pensate ad hoc per dare forma alle sfoglie piatte e ricreare in bocca la consistenza della pasta che mangiamo oggi.

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