Compri cose che non ti servono? E' colpa dell'"effetto Diderot"

In vista dei saldi, è bene riflettere sullo shopping compulsivo e soprattutto sulla reale esigenza che abbiamo di comprare nuovi oggetti

Qualcuno ha detto, in modo molto sagace, che lo shopping è l’arte di comprare cose che non ci servono con soldi che non abbiamo: se fate parte anche voi di quella nutrita schiera che considera lo shopping compulsivo la panacea di tutti i mali (e sicuramente un rimedio contro la depressione),  sappiate che la vostra condizione ha un nome: si chiama “effetto Diderot” ed è stato teorizzato dall’antropologo Grant McCracken nel 1988.

L’effetto Diderot è una particolare branca dello shopping compulsivo: è quella pulsione ad acquistare cose nuove perchè quelle vecchie ci sembrano “stonate” agli acquisti che facciamo, una sorta di spirale che porta ad acquistare molte più cose di quante realisticamente servirebbero. Il nome proviene proprio da uno scritto di Denis Diderot  del 1769, intitolato “Rimpianti sopra la mia vecchia veste da camera”: il filosofo racconta di aver comprato una nuova veste da camera e di aver iniziato a trovare tutto il resto del suo abbigliamento stonato rispetto alla bellezza della nuova veste. Ha quindi comprato nuovi vestiti ed oggetti sempre più belli, fino ad arrivare a cambiare il mobilio di casa! La storia si conclude così: “Prima ero il padrone assoluto della mia vecchia vestaglia, ora sono diventato lo schiavo di quella nuova”

Un paradosso, che però ci fa riflettere su quella che è un vero fenomeno sociale molto ben conosciuto dal marketing: in vista dei saldi rischiamo seriamente di acquistare cose che non ci servono solo perchè costano poco e da lì iniziare un rinnovamento non previsto dell’intero guardaroba. Il consiglio è solo uno: contate fino a dieci prima del vostro acquisto!

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