Comunicazione Aumentativa Alternativa: ecco che cos'è

Cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa e perché sta rivoluzionando il mondo del linguaggio.

La scienza e la tecnologia fanno passi da gigante. Questo consente non solo di avere un’esistenza più semplice e intuitiva, ma permette alle persone con difficoltà di accedere a una migliore qualità di vita. Come nel caso della Comunicazione Aumentativa Alternativa, un nuovo superlinguaggio pensato appositamente per le persone che non riescono a parlare. Celebrato nella Giornata Europea della Logopedia 2018, ecco in cosa consiste.

Immaginate di non poter comunicare normalmente. E pensate se un giorno la scienza andasse così avanti da permettervi di poter trasmettere i vostri pensieri alle altre persone. Questo è oggi possibile grazie alla Comunicazione Aumentativa Alternativa, ossia un superlinguaggio che consente – tramite lettere, tabelle d’immagini, gesti, oggetti e dispositivi a uscita vocale – di entrare in contatto con il mondo esterno. Ogni procedura è personalizzata e adattata al singolo paziente. Tutto questo è spiegato anche nel nome: la comunicazione è definita Aumentativa perché non propone solo nuovi metodi d’interazione, ma suggerisce strategie per implementarle sulla base della persona che ne deve fare uso. È poi una comunicazione Alternativa, perché fa uso di un linguaggio diverso da quello parlato.

Il punto di forza della Comunicazione Aumentativa Alternativa è che si focalizza sul paziente, mettendolo al centro del percorso di riabilitazione e facendolo passare da soggetto passivo ad attivo.

Attenzione però: non stiamo parlando di processi semplici, ma di linguaggi innovativi che hanno bisogno dell’assistenza e dell’aiuto di professionisti. Le persone che sono introdotte al metodo della Comunicazione Aumentativa Alternativa, infatti, sono individui colpiti anche da patologie gravi che minano non solo le proprietà di linguaggio, ma pure il fisico e la mente. Alzheimer, autismo, sclerosi multipla, sono solo alcune delle patologie che possono trarre beneficio dalla Comunicazione Aumentativa Alternativa.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa non è un’invenzione dei giorni nostri. Quest’approccio è nato negli anni ’50 negli Stati Uniti, ed era usato soprattutto a beneficio delle famiglie con membri disabili. A partire dagli anni ’60, però, il metodo ha iniziato a strutturarsi a livello medico, e tra il 1964 e il 1974 è stato attuato all’ospedale di Jowa City il primo programma di Comunicazione Aumentativa Alternativa. Era essenzialmente rivolto a bambini affetti da paralisi infantile. Oggi lo spettro di soggetti che ne può fare uso è molto più ampio grazie al progresso della ricerca nel campo del linguaggio.

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