Consumare marijuana in età scolare diminuisce il quoziente di intelligenza

Ecco quali sono i danni effettivi del consumo di marijuana in età scolare. Diminuisce il quoziente di intelligenza e fa sviluppare altre patologie

L’età dei consumatori di marijuana si sta abbassando sempre di più negli ultimi anni. Ciò significa che sono sempre più numerosi coloro che sperimentano questo tipo di droga, che, pur essendo definita leggera, porta con sé più rischi di quanto si pensi. I giovani adolescenti che decidono di provare marijuana non sono consapevoli del fatto che rischiano di far diminuire il proprio quoziente intellettivo.

I ragazzini che consumano marijuana non sanno, inoltre, di poter sviluppare disfunzioni cerebrali, depressione e disturbo bipolare. È un nuovo studio che lo sta rendendo noto da pochissimo tempo. Se fino ad ora si pensava che la sostanza sprigionata dalla marijuana fosse utile per il trattamento di depressioni ed altre condizioni simili, dobbiamo ricrederci.

Quoziente di intelligenza diminuito

Gli scienziati della canadese Western University sottolineano un punto molto importante: più il cervello è giovane e più debole sarà nella crescita e nello sviluppo. Mettono in guardia coloro che sono soliti consumare con una certa frequenza questa sostanza, affermando che può avere effetti devastanti sul processo di sviluppo della persona.
Lo studio ha evidenziato una correlazione tra bassi livelli di quoziente intellettivo e uso precoce di marijuana. Questo significa che se si inizia troppo presto ad assumere tch, cioè il principio attivo della cannabis, si corre il rischio di danneggiare certe zone cerebrali, in particolar modo quelle responsabili dello sviluppo cognitivo.

Risultati sorprendenti

Un altro risultato dello studio mostra che non è vero che il consumo di cannabis è utile per curare la depressione, nonostante i gruppi attivisti pro-legalizzazione vogliano farlo credere. Infatti, proprio alcune regioni del cervello, i sintomi della depressione sono peggiorati. Non corregge anomalie cerebrali o sintomi legati alla depressione, afferma la dottoressa Elizabeth Osuch, esperta di collegamenti tra disturbi psichiatrici e sostanze stupefacenti.

Il passo successivo di questi studi è stato scoprire la correlazione tra variazione genetica e consumo di marijuana. Cioè, vedere se c’è una più alta probabilità di sviluppare variazioni a livello genetico nei soggetti che fumano marijuana. Ed in effetti è i risultati sono stati positivi. I ragazzini che da giovani iniziano a fumare la sostanza sono più predisposti ad una variazione del gene dello sviluppo cerebrale. Questo studio è consultabile sulla rivista Acta Psychiatrica Scandinavica.

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