Corte suprema britannica: per la Brexit ci vuole il sì del Parlamento

Servirà il voto a favore dei deputati per far scattare l'articolo 50

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Londra, 24 gen. (askanews) – La Corte suprema britannica ha stabilito che il governo guidato da Theresa May dovrà ottenere il nulla osta del parlamento per far scattare l’articolo 50, che di fatto segnerà l’avvio della Brexit. Downing Strett, a sua volta, ha fatto sapere che intende ugualmente avviare i negoziati sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue entro la fine di marzo.

“Il popolo britannico”, ha ricordato un portavoce dell’esecutivo di Londra, “ha votato per uscire dall’Ue e il governo” darà seguito al “suo verdetto innescando l’articolo 50, come previsto, entro la fine di marzo. Il voto odierno non cambia niente a riguardo”.

Il verdetto di oggi, letto da Lord Neuberger e raggiunto con una maggioranza di otto giudici contro tre, riguarda il ricorso dell’esecutivo contro la sentenza dell’Alta Corte di novembre sulla necessità di un’approvazione parlamentare prima di attivare l’articolo 50, quello che dà inizio al processo politico di uscita dall’UE. Come sottolineato dallo stesso Neuberger, “non ha nulla a che vedere” con la scelta di lasciare l’Ue, o con il calendario con cui farlo.

Il governo May aveva annunciato che se la Corte suprema avesse confermato il vincolo del voto parlamentare per procedere con la Brexit, avrebbe promulgato in tempi brevi un decreto legge sull’articolo 50, per limitare la posizione negoziale dal Parlamento sull’intesa tra il governo di Londra e l’Ue. Secondo indiscrezioni di stampa, la norma sarà presentata alla fine della settimana in corso.

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